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4 dicembre 2006

Pfizer crolla in Borsa per il nuovo farmaco anti-colesterolo: troppi morti

Quotazioni dei titoli Pfizer in caduta libera sui mercati europei e a Wall Street dopo l'annuncio della fine delle ricerche per sviluppare il suo nuovo più importante farmaco, una medicina anti-colesterolo che avrebbe dovuto rimpiazzare il Lipitor. Il 2 dicembre Pfizer ha annunciato la fine degli studi sul nuovo farmaco a causa delle morti su alcuni pazienti in trattamento, che sarebbero state più elevate del 60% rispetto a paziente non in cura con questa terapia. Sul listino di Francofortealle 17,30 Pfizer è scesa a 18,52 euro (-10,8%), l'equivalente di 24,7 dollari. A New York andava anche peggio: -11,23% a 24,73 dollari. Alla fine, la capitalizzazione bruciata, pari a 23 miliardi di dollari, ha fatto crollare il valore di mercato a quota 179,2 miliardi, con la conseguenza che il colosso farmaceutico passa dal sesto al decimo posto nella classifica della Corporate America, essendo superata da Procter&Gamble (200,9 miliardi), Wal-Mart (192,9 miliardi), Johnson&Johnson (192,1 miliardi) e American International Group (Aig, 182,2 miliardi).

Il farmaco cui stava lavorando Pfizer era destinato a sostituire il Lipitor, in vista della scadenza del brevetto nel prossimo 2011. Attualmente, proprio il Lipitor è il trattamento farmacologico più venduto al mondo, con un fatturato di 12,2 miliardi di dollari relativo allo scorso anno. L' interruzione della sperimentazione su questo tipo di prodotto, su cui il gruppo statunitense puntava parecchio, potrebbe determinate una delle maggiori crisi finanziarie per Pfizer nella sua storia di oltre 150 anni. Pfizer aveva investito a suo tempo un miliardo di dollari per sviluppare questo trattamento, scoprendo però alla fine che la mortalità nei pazienti che si erano sottoposti al farmaco era il 60% più alta rispetto agli altri. Il chief executive officer dell' azienda Usa, Jeffrey Kindler, a questo punto potrebbe imprimere un' accelerazione ai tagli di personale ed alla chiusura di impianti.



 

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