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Tronchetti Provera: «Telefonica creerà valore, Pirelli resta in Telecom con l'1,36%»

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30 aprile 2007

Nel pomeriggio di lunedì il presidente della Pirelli ed ex numero uno di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera ha conversato con i giornalisti durante una conferenza stampa a Santa Margherita Ligure. Tronchetti tornato a toccare alcuni dei punti dolenti della battaglia che si è scatenata attorno a Telecom negli ultimi mesi. «C'è stata nei confronti di Telecom una campagna mediatica negativa, più pressante quando si avvicinava un accordo tra Telecom e qualche partner». Sulla vicenda delle intercettazioni: «C'erano dei dossier su cui sta indagando la magistratura, ma l'azienda era sana». Quanto alla partecipazione diretta di Pirelli in Telecom all'1,36% «la teniamo in portafoglio per valorizzarla. È una partecipazione che riteniamo possa acquistare valore, se si svilupperano le possibili sinergie tra Telecom e Telefonica», ha spiegato Tronchetti. «Noi abbiamo costruito la Telecom che può guardare al futuro e sviluppare valore», ha ricordato ancora Tronchetti. Ora con Telefonica «creare una base di 300 milioni clienti può consentire di competere con Google, con aziende con capacità di ricerca elevatissime.

Pistorio farà bene. Credo ci siano le condizioni per un azionariato solido e un management di qualità. Credo che con il presidente Pistorio Telecom potrà avere buoni risultati. Solo le grandi imprese possono competere e Telecom lo è», ha rimarcato. Tronchetti ha poi ribadito che «l'accordo con Telefonica avrebbe previsto un'alleanza finanziaria, i cui termini erano già stati definiti, e una industriale e nel caso in cui l'alleanza industriale fosse andata male, si sarebbge sciolto anche l'accordo finanziario». Detto ciò, ha aggiunto riferendosi all'ingresso dei nuovi soci, «penso che gli azionisti attuali possono dare supporto al management per poter portare avanti il progetto più avanzato in Europa: è prima volta che due società di telecomunicazioni si avvicinano per creare un contesto più competitivo».

La fatica della politica, niente offerte da Mediaset. Alla domanda sulla volontà di Telefonica di concludere con le banche invece con Pirelli, Tronchetti si è limitato a replicare: «Chiedetelo ad Alierta (il numero uno di Telefonica, ndr)». E sul ruolo della politica: «Una parte fa fatica a vedere come privatizzate aziende come Telecom, che hanno una storia radicata nello Stato e nella politica. Le scelte strategiche di queste aziende dovrebbero essere libere scelte imprenditoriali per massimizzare il valore e servizi cittadini». Infine le ipotesi di una discesa in campo da parte di Mediaset: «Non ho mai avuto nessuna offerta diretta», ha chiarito il numero uno del gruppo della Bicocca. Interpellato sulla reazione negativa in Borsa registrata lunedì 30 aprile, «ci sono state prese di beneficio da parte di alcuni investitori», ha spiegato Tronchetti.

Il futuro della Bicocca. Pirelli farà nuovi investimenti nel core business «quando ci sarà l'opportunità giusta. Speriamo nei prossimi mesi». Così il presidente Marco Tronchetti Provera alla domanda su come e quando intenda investire i proventi dal disimpegno da Olimpia e, quindi, Telecom Italia. «Investiremo le risorse quando le avremo incassate», ha aggiunto precisando che «l'operazione è stata chiusa solo 2 giorni fa. Vogliamo prendere decisioni solo a fronte di una certezza di creare valore. Nell'immobiliare e negli pneumatici dobbiamo valutare molto bene quali sono le opportunità maggiori per creare generazione di cassa». «Poi - ha concluso il presidente di Pirelli riferendosi al broadband e all'ambiente - ci concentreremo sulle altre attività minori». Più in generale, «se qualcosa capiterà alla portata, lo valuteremo».

Ai giornali: in Italia non c'è spazio per imprenditori autonomi. Tronchetti aveva già esternato ampiamente sui giornali di lunedì. Leit-motiv: in Italia non c'è spazio per imprenditori autonomi. Marco Tronchetti Provera, dopo la cessione del controllo di Telecom, da Portofino, si sfoga in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera, affermando che «questo è un Paese che vede in modo anomalo l'imprenditore. O ne mette in discussione il ruolo. Oppure lo concepisce come valido solo se subalterno. Questo porta al rifiuto del confronto, alla confusione fra attività imprenditoriale e poteri pubblici. Eppure la sua forza, il suo ruolo nella crescita del paese, la piccola e media impresa e non solo, li ha abbondantemente dimostrati».

L'autodifesa. Tronchetti difende il suo operato in Telecom: «Abbiamo comprato un'azienda controllata attraverso scatole cinesi, indebitata per 43 miliardi, che tecnologicamente era, per esempio, inesistente nella banda larga. Abbiamo accorciato la catena di controllo, svalutato partecipazioni e attività per 12 miliardi, una legge finanziaria o un punto di Pil, se vuole un paragone e ridotto debiti a 29 miliardi prima dell'acquisto di Tim, in Italia c'è e ce l'hanno 7 milioni di clienti. Perché quest'azienda che secondo alcuni non investiva in realtà tra il 2002 e il 2006 lo ha fatto mediamente per il 17% del suo fatturato. Il rapporto più alto d'Europa».

L'uscita di Rossi. Specificando poi che la fuoriuscita di Guido Rossi è stata dettata dal fatto che «era necessario qualcuno con un'esperienza industriale e una visione strategica», Tronchetti Provera, spiega i tanti tentativi di accordi con partner industriali, poi falliti, «forse perché nella cultura di questo paese non si concepisce che un'azienda com eTelecom possa essere gestita da un imprenditore privato in autonomia. E fuori da un sistema di relazioni politiche». «Ho sottovalutato l'ambiente - prosegue Trochetti Provera - le conflittualità regolatorie. Il che vale probabilmente per tutta l'Europa: in questo settore non si vede di buon occhio l'imprenditore privato».

«Tutti dicono: Telecom è una grande azienda». Per l'ex numero uno di Telecom Italia, la soddisfazione è che comunque «oggi tutti dicono: Telecom è una grande azienda». E a chi critica il suo operato nella gestione dell'azienda risponde: «Volgarità di cui dovrebbero occuparsi gli avvocati: ne ho viste molte in questi mesi, volgarità, e falsità, e superficialità. Quando ci sono campagne stampa come quella che abbiamo subito e subiamo noi, anche chi lavora con te comincia ad avere paure e dubbi. Ma la gente capisce. La verità poi torna. Io continuo a fare il mio mestiere».

Con Prodi «mai cercato il conflitto». A proposito dei contrasti con il presidente dei Consiglio, Romano Prodi, afferma: «Non ho mai, mai cercato il conflitto con nessuno». E dice di non essere stato chiamato da nessun rappresentante del governo nel corso della vicenda. Mentre sul dossier intercettazioni, Tronchetti ribadisce di non aver «mai avuto nemmeno un debole segnale» di quanto stava succedendo. Nonostante tutto, comunque, Pirelli continuerà «a investire in Italia».

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