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Alitalia, Prodi: «I sindacati siano responsabili». Cgil, Cisl, Uil: «Accuse infondate»

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25 marzo 2008


«Occorre un grande senso di responsabilità da parte dei sindacati». Questa frase, pronunciata dal presidente del consiglio Romano Prodi alla vigilia dell'incontro tra Air France e organizzazioni di categoria, ha suscitato al reazione di Cgil, Cisl e Uil, che hanno respinto con decisione ogni sospetto sulla serietà e la correttezza dei loro intenti su Alitalia.

Intervistato lunedì da SkyTg24, il premier non ha chiuso le porte ad una nuova possibile cordata italiana, ma ha preso atto del fatto che fino ad ora di alternative ad Air France non se ne sono viste. Stando così le cose, in vista della trattativa di martedì, Romano Prodi ha invocato «molta coscienza» nei confronti dell'azienda e del Paese, accusando i sindacati di aver fatto fuggire in ritirata Lufthansa («Il board dei supervisor di Lufthansa, composto per lo più da sindacalisti ed ex sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani e ha rinunciato a fare l'offerta»). L'invito di Prodi è di «tener presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia» e di «capire che hanno bisogno di poter lavorare in futuro in una impresa capace di funzionare e di fare utile».
Parole che, dopo giorni di scambi di accuse più o meno velate, hanno scatenato la reazione piccata dei segretari generali delle tre sigle: «Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo - ha ribattuto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - È proprio la responsabilità verso il paese che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano per avere più investimenti sulla flotta, per conservare la manutenzione in Italia e per dare un'equa soluzione al problema di Malpensa. Le chiacchiere sono a zero e senza modifica del piano non ci sarà il nostro consenso».
Dello stesso avviso e ancora più diretto è il leader della Cisl Raffaele Bonanni che, bocciando apertamente l'operato dell'esecutivo, non ha esitato a chiedere di attendere la nascita del nuovo governo per risolvere la vertenza Alitalia: «È bene davvero che si recuperi responsabilità e serietà», afferma, ma questo è necessario anche da parte del governo. «Lufthansa - controbatte ancora - si è ritirata perché la compagnia tedesca conosceva perfettamente di un rapporto suo con Air France indissolubile, di una sua preferenza, a prescindere, per la compagnia francese». Eppure, proprio con il vettore tedesco, Malpensa sarebbe sopravvissuta.
A Luigi Angeletti, numero uno della Uil, basta una battuta per replicare al premier: «Si chiudono le porte quando i buoi sono fuggiti». Come Epifani e Bonanni, Angeletti dichiara poi chiaramente la sua posizione nei confronti dei francesi: «Se Air France apporta modifiche alla sua proposta faremo l'accordo, se non modifica nulla vale a dire che non vuole l'accordo».

Il governo controreplica con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Micheli, che si rivolge soprattutto a Bonanni: «Ho conosciuto e trattato personalmente con i grandi segretari della Cisl, Carniti, Marini, D'Antoni, Pezzotta. Ma mai mi era capitato di leggere una dichiarazione tanto singolare come quella dell'attuale, ineffabile segretario, Bonanni». Controreplica quest'ultima che il leader della Cisl non ha però lasciato cadere: le affermazioni di Micheli «si commentano da
sé».

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