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Vigilanza Usa, riforma sul modello dei Servizi

di Mario Platero

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26 marzo 2008

Gli sceriffi di Wall Street si chiamano Barney Frank, presidente della Commissione servizi finanziari alla Camera; Christopher Dodd, presidente della commissione bancaria al Senato; Chuck Schumer, senatore di New York, presidente della commissione congiunta sull'Economia. Tre democratici che guardano anche alle complesse dinamiche elettorali, ciascuno con nuovi progetti di legge in fase di lavoro avanzata, con un obiettivo comune: se il contribuente americano dovrà salvare l'apparato finanziario, quello stesso apparato, nella sua composizione di banche commerciali, banche d'affari, hedge funds, istituzioni finanziarie non bancarie ecc., farà bene a mettersi nell'ordine di idee che d'ora in avanti dovrà sottoporsi a un regime ben più duro in termini di trasparenza, controlli e supervisione.
È da Washington dunque che potrebbe arrivare la nuova apocalisse per finanzieri leggeri, abituati a muoversi in libertà in nome dell'efficienza del mercato, ansiosi di archiviare questo «incidente di percorso con i quattrini dello Zio Sam», come ci ha detto un banchiere a Wall Street, per poter ricominciare al più presto daccapo.

Iniziative autonome

L'azione dei tre parlamentari, procede in modo separato e autonomo su più direttrici. Da una parte si stanno esplorando idee per poter rendere più efficiente la rete di controlli sulla finanza americana oggi dispersa in una ragnatela di diverse agenzie di regolamentazione, ciascuna con un proprio orticello e spesso con responsabilità statali che impediscono di tenere sotto controllo il quadro complessivo su base nazionale. Dall'altra si cercherà di trovare il modo per controllare con maggior rigore hedge funds, agenzie per la valutazione del credito, banche d'affari e intermediari finanziari non bancari. Un'idea che si è affermata sulle altre è quella di creare una nuova agenzia ombrello, magari al di sopra della Federal Reserve, della Fdic, del Comptroller of the currency, dell'Office of Thrift supervision e così via, con poteri pieni sul sistema finanziario nel suo insieme.
Il più aggressivo su questo fronte è Barney Frank, paffuto, occhiali rotondi, sguardo severo, labbra sottili, eletto in uno dei distretti più popolari del Massachusetts. Frank, un liberal di sinistra, è una mina vagante per Wall Street, perché dice quel che vuole ascoltare la gente e perché lo fa con l'intento apparente di rafforzare il mercato. Qualche giorno fa ad esempio ha detto: «Abbiamo uno sciopero degli investitori. Il nostro dovere, il dovere del Parlamento, è quello di restituire fiducia al mercato, di revocare lo sciopero e di rafforzare i controlli».Il messaggio è chiaro: non ci saranno più eccezioni. E ha spiegato chiaramente che il legislatore dovrà comprendere le dinamiche che hanno portato all'esplosione di nuovi strumenti finanziari di cui oggi nessuno capisce nulla, il cui rischio non è quantificabile in modo realistico. Si dovranno fare confronti fra i rapporti di capitali imposti alle banche commerciali e quelli per hedge funds, e altri operatori finanziari fuori dalle briglia del regolatore. Il problema è talmente serio, anche da un punto di vista morale, che due senatori vicini al mondo finanziario si trovano allineati con Frank. Il primo è Dodd, senatore del Connecticut, uno Stato che più di ogni altro ospita hedge funds e compagnie finanziarie che operano fuori dal controllo tradizionale delle agenzie federali, l'altro è Chuck Schumer, il senatore di New York, che istituzionalmente rappresenta Wall Street: «Abbiamo perso terreno, le dinamiche operative della finanza ci hanno superato, ora dobbiamo metterci in pari »,ha dichiarato Schumer al New York Times qualche giorno fa. L'ipotesi di Schumer,cui Frank non è contrario, è che i pieni poteri di controllo siano attribuiti alla Fed.

Dopo l'11 settembre

Il modello, da un punto di vista operativo,non è diverso da quello che si adottò dopo l' 11 settembre, quando ci si accorse che in America vi era una deficienza strutturale nel coordinamento delle varie attività di intelligence, Cia, Fbi, Nsa, Agenzie del Pentagono ecc. È nato così il nuovo dipartimento della Homeland Security ed è nata la nuova agenzia di coordinamento di tutte le attività di spionaggio e controspionaggio interne e internazionali. Passando alla finanza, la crisi dell'ultimo anno è stata talmente profonda, pericolosa, scioccante dal punto di vista della leggerezza degli operatori, da giustificare un'azione drastica,non dissimile da quella che propone Frank. La "Nuova Fed" potrebbe svolgere lo stesso ruolo di supervisore generale di tutte le agenzie di regolamentazione e diventare una sorta di " Homeland Security" finanziario.
Ma il Congresso non avrà ne-cessariamente vita facile. Ci sarà da superare la resistenza di chi vuole proteggere l'identità federale americana, che dà piena autonomia agli Stati e premia la divisione dei poteri anche su base locale come garanzia di equilibrio. Per non parlare delle resistenze ideologiche di chi vede nel ritorno alla regolamentazione finanziaria un cavallo di Troia per riportare in America quella pletora di regole, quella rigidità alla libera concorrenza che fu smantellata dal reaganismo.

  CONTINUA ...»

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