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Crisi mercati, Fmi: aiuti di Stato
per risolvere problemi banche

di Riccardo Barlaam

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8 aprile 2008
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Nessuno è al riparo dalla crisi finanziaria innescata dai mutui subprime, e per uscirne fuori ci vuole l'intervento dei governi, una "terza linea di difesa", a sostegno della politica monetaria e delle politiche fiscali.
Torna alla carica il direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, e a pochi giorni dall'assemblea di primavera con la Banca Mondiale, il 12-13 aprile a Washington, torna a chiedere misure di esaminare la possibilità di utilizzare le risorse dello Stato per risolvere i problemi delle banche.

La crisi è «globale - spiega Strauss-Khan - e per fronteggiarla occorre pensare all'intervento pubblico». A pagare le conseguenze delle difficoltà dei mercati e del credito sarà la crescita economica, che frenerà a livello globale al 3,7 per cento. Con l'eccezione dei salvataggi della banca Northern Rock in Gran Bretagna, e di Bear Sterns negli Usa, finora la risposta istituzionale alla crisi non ha registrato misure dirette, ed è prevalentemente ricaduta sulla spalle delle Banche centrali che da mesi iniettano liquidità supplementari per garantire il funzionamento dei mercati.

«Sono stati compiuti degli sforzi per risanare il settore dei mutui - dice il direttore dell'Fmi. Ma riguardo alle banche, se i problemi di bilancio non possono essere sistemati con sufficiente rapidità dal settore privato, allora va preso in considerazione l'utilizzo del danaro dei contribuenti».

Fmi vende l'oro per trovare liquidità. Il board del Fondo Monetario Internazionale ieri ha dato il suo sostegno a un piano di riforma che punta a mettere in vendita 403,3 tonnellate di lingotti d'oro, per un valore stimato di 13 miliardi di dollari, pari al 12% del totale delle riserve auree. Il direttore generale del Fondo definisce la decisione «difficile ma necessaria per permettere all'Istituto di rimanere indipendente e di avere una struttura moderna e dinamica». Considerando anche il ruolo di supervisione del Fmi per l'economia mondiale e di guida per le economie emergenti. Un ruolo ancora più importante durante le fasi di turbolenza finanziaria, come è l'attuale scaturita dalla crisi dei mutui Usa.

Nel comunicato stampa diffuso al termine del board, Strauss-Khan parla anche di un'altra decisione importante con cui è stata approvata una proposta di budget triennale tesa a ridurre le spese del Fondo di 100 milioni di dollari nel corso dei prossimi tre anni. Il piano di vendita dei lingotti diventerà operativo solo dopo il via libera del Congresso degli Stati Uniti, e dopo l'approvazione da parte di molti dei 185 Paesi che sono membri dell'Istituto di Washington.

La decisione è stata influenzata dai corsi internazionali delle commodities: il prezzo dell'oro nelle ultime settimane è aumentato fino a superare la quota record di mille dollari all'oncia durante il mese di marzo.

Crisi mercati. La crisi dei mercati e le sue conseguenze dunque sono al centro della settimana di lavori del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale: oggi, martedì, si parte con il Financial Stability Report, una fotografia sullo stato di salute dei mercati, messi a dura prova dalle turbolenze degli ultimi mesi.
Le previsioni ufficiali 2008 saranno diffuse mercoledì, con il World economic outlook (i cui contenuti sono stati già anticipati la scorsa settimane). In base alle indiscrezioni, gli Stati Uniti saranno i più penalizzati, con il Pil in aumento quest'anno dello 0,5% dall'1,5% precedentemente stimato. Anche Eurolandia non sarà immune dall'onda lunga della crisi, legata ai mutui subprime e che finora ha già fatto illustri vittime quali Bear Stearns: la crescita sarà dell'1,3%, inferiore quindi all'1,8% stimato in un primo momento. A preoccupare le autorità europee è soprattutto la volatilità dei cambi: l'argomento sarà al centro dell'incontro di domani, mercoledì, tra il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Junker, e il presidente americano George W. Bush.
Anche l'Italia risentirà del peggioramento delle condizioni economiche: il Pil secondo le stime del outlook salirà del 0,3% nel 2008 (ancora peggio dello 0,6% delle previsioni precedenti). Il rapporto deficit-Pil italiano si attesterà quest'anno al 2,5%, in linea con il 2,5% previsto dal Governo.
Per affrontare la crisi che sta mettendo in ginocchio l'economia mondiale, Strauss-Khan invita i governi a intervenire: «Ritengo che la necessità di un intervento pubblico si sia fatta più evidente», lanciando così la propria ricetta per contenere i danni e fronteggiare le turbolenze. In qualità di presidente del Financial Stability Forum, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi presenterà i risultati definitivi del rapporto sulle cause delle turbolenze finanziarie e sui suggerimenti per evitare che si ripetano.
Draghi arriverà nella capitale statunitense giovedì, così come Tommaso Padoa-Schioppa, il ministro del Tesoro e presidente dell'Imfc, il board di indirizzo strategico del Fmi.

G-7. Venerdì 11 aprile si svolgerà il vertice G-7: gli incontri avranno luogo nella «cash rooom» del Tesoro. Il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde si aspetta dalla riunione «un approccio focalizzato e una proposta comprensiva sulla stabilità sia del mercati finanziario che del mercato dei cambi». Nel corso della cena che seguirà la riunione, il segretario al Tesoro americano, Henry Paulson discuterà «sulle cause e le conseguenze delle recenti turbolenze sui mercati finanziari - spiega una nota del Tesoro americano - e sulle modalità in cui i settori privati e pubblici rispondono». Proprio come presidente del Fmi, Padoa-Schioppa terrà sabato prossimo una conferenza assieme al direttore generale Strauss-Khan, dove presenterà formalmente la riforma dei diritti di voto e delle quote del Fmi: nel corso dell'ultimo G-7, Padoa-Schioppa aveva annunciato che avrebbe lasciato la carica di presidente in quanto ministro di un Governo dimissionario.  CONTINUA ...»

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