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Passera: il piano Alitalia rispetterà le norme Ue

di Enrico Brivio e Gianni Dragoni

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4 Luglio 2008

«Qualsiasi ipotesi che verrà messa a punto per Alitalia sarà ben inserita nelle prospettive e normative europee». È questa l'assicurazione data ieri da Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, advisor dell'operazione di salvataggio del vettore, durante un incontro di oltre un'ora a Bruxelles con il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani.
Il nuovo componente italiano dell'Esecutivo comunitario non ha potuto far altro che ricordare a Passera il sentiero molto stretto entro il quale si dovrà incanalare il risanamento di Alitalia, per essere «pienamente in sintonia con la normativa comunitaria». Un impegno non facile da mantenere visto che è aperta a Bruxelles un'inchiesta per aiuti di Stato per i 300 milioni di prestito già concessi dal Governo ad Alitalia, e ogni ulteriore intervento pubblico dovrà essere svolto assicurando che si sia rispettata la logica di un investitore privato.
«Siamo di fronte a una situazione molto difficile - ha ammesso Passera -. Bisogna fare di tutto per trovare una soluzione». Ma l'a.d. di Intesa ha anche ricordato di «non avere l'abitudine di gettare la spugna». «Le ipotesi saranno presentate nelle sedi opportune al momento opportuno - ha ricordato Passera -. Il mandato per il piano dura 60 giorni e i tempi non sono cambiati». La scadenza resta dunque fissata intorno ai primi giorni di agosto.
La banca advisor della privatizzazione attende tuttavia già in questi giorni un chiaro segnale politico sulla possibilità di realizzare il piano, che prevede la separazione tra una bad company con le passività finanziarie, gli esuberi e la zavorra e una «nuova Alitalia». Questa sarebbe una nuova società leggera, ripulita dai debiti e da rotte non profittevoli, nella quale entrerebbero soci privati, a cominciare da Air One, il principale concorrente nazionale. A questo proposito, Roberto Colaninno potrebbe non partecipare alla cordata italiana in via di costituzione per il salvataggio della compagnia: dopo un'attenta valutazione delle criticità dell'operazione e delle incertezze che ancora la circondano, Colaninno - che non ha mai ufficializzato il proprio ruolo - avrebbe deciso di rinunciare.
Sul fronte del Governo, Palazzo Chigi starebbe valutando due opzioni: modificare la legge Marzano o varare un provvedimento ad hoc per rendere più celere il percorso. Già oggi il Consiglio dei ministri potrebbe, se non approvare il provvedimento, almeno avviare la discussione, rendendo certamente più agevole il lavoro dell'advisor per l'assemblaggio della nuova compagine azionaria. La bad company resterebbe a gestione pubblica: potrebbero entrarvi come soci Sviluppo Italia e Fintecna.
Quanto alle voci di esuberi tra i 6mila e gli 8mila, che secondo alcune indiscrezioni dovrebbero addirittura arrivare a 10mila, Passera ha assicurato che «tutte le cifre sinora uscite sono premature». Anche secondo Aristide Police, presidente di Alitalia, «c'è molta fantasia nelle indiscrezioni sui giornali». In ogni caso, ha sostenuto il presidente di Alitalia, «i sacrifici sono quelli che lasciano immaginare, del resto c'erano anche nell'offerta di Air France». Police era comunque già nel cda di Alitalia presieduto da Maurizio Prato quando è stata approvata, all'unanimità e quindi anche con il suo consenso, la proposta Air France.
Caustico il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Adesso i numero li danno davvero tutti - ha detto - anche perchè fa caldo». «Sento cifre a sproposito», ha concordato il leader del Pd Walter Veltroni, precisando però che «per migliaia di persone è a rischio il posto di lavoro, quando bastava chiudere con Air France».
L'Unione piloti ha chiesto al Governo di fare subito chiarezza sulla vicenda e soprattutto sui tagli al personale. «La ridda di voci sul piano e sul numero degli eventuali esuberi, che sembrano essere addirittura peggiori di quelli a suo tempo proposti da Air France-Klm e da tutti respinti, crea un forte allarme sociale tra tutte le categorie dei dipendenti».
enrico.brivio@skynet.be
gianni.dragoni@ilsole24ore.com

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