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Draghi: aiuteremo famiglie e imprese colpite dalla crisi

di Nicoletta Cottone

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21 ottobre 2008

C'è il rischio di una contrazione del credito dalle banche. E la crisi colpisce direttamente anche famiglie e imprese, ma la Banca d'Italia è impegnata a evitare che il sistema comprima il credito a imprese e famiglie. Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nel corso dell'audizione dinanzi alla commissione Finanze del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria.
«Il protrarsi – ha spiegato Draghi - delle tensioni di liquidità e l'aumento del costo della raccolta rischiano di costringere le banche a un rapido deleveraging, che potrebbe comportare una contrazione del credito». La contrazione della liquiditá, infatti, costituisce oggi in Europa e in Italia il principale rischio di trasmissione delle turbolenze finanziarie all'economia reale. Secondo il numero uno di via Nazionale, per questo la pronta azione delle Autoritá sulla liquiditá è essenziale, così come sono fondamentali le misure appena adottate a livello nazionale.

Draghi ha sottolineato che sul fronte della liquidità la Banca d'Italia è intervenuta sia a livello sistemico, sia individuale. Da settembre dello scorso anno via Nazionale ha rafforzato il monitoraggio della liquidità dei principali gruppi bancari, rilevando ogni settimana la posizione a breve termine, la dotazione di attività liquide e la situazione strutturale. E le banche sono allertate sull'esigenza di mantenere una stretta sorveglianza del rischio liquidità. A oggi il credito erogato dal sistema bancario italiano alle imprese e alle famiglie, pur decelerando, ha di fatto continuato a crescere a ritmi piuttosto sostenuti. Rassicurare i risparmiatori, riattivare il mercato di liquidità, predisporre gli strumenti per eventuali misure di ricapitalizzazione sono stati gli obiettivi, spiega Draghi, delle misure di emergenza adottate dal Governo negli ultimi giorni e dalla Banca d'Italia nell'ambito delle responsabilità che le sono proprie.   CONTINUA ...»


Famiglie e imprese colpite direttamente dalla crisi. Bankitalia è impegnata a evitare che gli effetti della crisi si riflettano su famiglie e imprese, visto che le ripercussioni della crisi vanno ben al di là del sistema bancario. «Famiglie e imprese - spiega Draghi - sono colpite sia direttamente, per la perdita di valore dei titoli Lehman che esse detengono, sia indirettamente, a causa delle prospettive di una restrizione del credito conseguente alle tensioni finanziarie del momento». In Italia, comunque, «non si sono diffuse, come in altri paesi, pratiche temerarie di concessione del prestito senza un'adeguata considerazione della capacità del prenditore di restituire i fondi, dunque le famiglie italiane sono poco indebitate rispetto a quelle degli altri maggiori paesi avanzati. Bankitalia, sottolinea Draghi. ha lavorato per rafforzare la tutela della clientela bancaria, con l'obiettivo di sostenere la fiducia nei confronti del sistema italiano. Tanto che all'interno della vigilanza è stata costituita una unità ad hoc. È stato anche messo in cantiere un nuovo sistema per la risoluzione stragiudiciale delle controversie. Più incisive anche le ispezioni sulla trasparenza e la correttezza.

Nessun rischio sui depositi. «Nessun depositante perderà nulla»: Draghi ribadisce e conferma l'impegno del Governo. Lo ripete due volte, ricordando che «per i depositanti delle banche, già protetti dal sistema interbancario di garanzia dei depositi, é stata prevista l'ulteriore tutela della garanzia aggiuntiva dello Stato». Dunque, i risparmiatori non perderanno un euro dei loro depositi.

Le banche hanno una capitalizzazione sufficiente. Comunque, garantisce Draghi, la capitalizzazione delle maggiori banche italiane resta sufficiente, nonostante l'ulteriore caduta dei corsi azionari e dei prezzi dei titoli. In prospettiva, secondo il Governatore occorrono, a livello internazionale, nuove regole per porre su basi più solide l'industria dei servizi finanziari. «La risposta strutturale é stata avviata, per incarico del G7, dal Financial stability forum. Il nuovo sistema finanziario dovrà avere più capitale, meno debito e più regole. Il piano prevede azioni concrete per rinforzare le condizioni patrimoniali, la gestione della liquidità e dei rischi, migliorare la trasparenza e le pratiche di valutazione, cambiare il ruolo delle agenzie di rating, potenziare le risposte delle autorità per il contrasto alle situazioni di instabilità finanziaria». Necessario un ripensamento profondo dell'apparato istituzionali e a livello internazionale, adeguando «le istituzioni al nuovo contesto affinché l'arena finanziaria internazionale non sia "terra di nessuno", affinché vi sia la possibilità di intervenire con tempestività e in modo coordinato all'emergere di situazioni di crisi». Draghi ha anche sottolineato che le agenzie di rating si sono dimostrate affette «da gravi conflitti di interesse nel loro doppio ruolo di valutazione e di consulenza agli emittenti e agli investitori».

Urgente intervenire sui derivati.

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