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Sui BoT competizione di Francia e Germania

di Isabella Bufacchi

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Sabato 27 Dicembre 2008

Vita dura per i BoT nel 2009. L'anno prossimo la supremazia dei Buoni del Tesoro ordinari, finora senza grandi rivali in Eurolandia, sarà insidiata da un'offerta straordinaria di titoli di Stato a breve scadenza in euro: la Germania ha deciso che collocherà 100 miliardi di BuBills (titoli tra 3 e 12 mesi) in più l'anno prossimo rispetto al 2008, mentre le emissioni al netto dei rimborsi dei BTF a breve francesi saranno pari a 23 miliardi. Riccardo Barbieri-Hermitte di Bank of America ha stimato che l'anno prossimo le emissioni nette di bond governativi con scadenza fino a un anno, venduti dai principali undici Stati nella zona dell'euro, supererà i 200 miliardi.
La corsa ai BoT, che in Italia almeno fino all'ingresso della lira nell'Unione monetaria è stata alimentata prevalentemente dalla forte domanda del risparmiatore a fronte di un elevato debito pubblico, in Eurolandia è invece legata alla crisi finanziaria, alla recessione e ai conseguenti piani di salvataggio/aiuto delle banche e ai programmi di spesa pubblica a sostegno dell'economia. I primi passi nella direzione dei "Treasury bill" li hanno fatti Olanda e Belgio, alle prese con operazioni decisamente onerose per le casse dello Stato come il tracollo di colossi bancari come Dexia e Fortis. È stata poi la Grecia a dare un segnale ancor più forte: a copertura del deficit 2009, Atene emetterà 10 miliardi di titoli di Stato a breve scadenza, contro gli 0,94 miliardi in circolazione finora. Ma sarà la Germania, stando al commento degli esperti, lo Stato che più di tutti complicherà la vita al Tesoro italiano: l'agenzia del debito tedesca Finanzagentur ha annunciato che le emissioni dei BuBills l'anno prossimo ammonteranno a 174 miliardi di euro, ovvero 102 in più rispetto al 2008: lo stock dei BuBills in circolazione dovrebbe lievitare di 63 miliardi, secondo SocGen, dai 39 miliardi del 2008 ai 102 del 2009. I BoT hanno ancora un costo di raccolta conveniente e servono a "comprare tempo", nella speranza che i problemi della crisi finanziaria e della recessione si risolvano entro 12 mesi. Il Tesoro italiano ha controbilanciato la disaffezione dei BoT-people conquistando negli ultimi anni molti investitori istituzionali come le banche centrali: nel 2009 la concorrenza estera si farà sentire e il Mef dovrà tornare a contare di più sulla domanda del mercato domestico.
Per tutti gli Stati di Eurolandia, l'anno prossimo sarà eccezionalmente difficile nel collocamento di titoli del debito pubblico. Il Pil calerà, i deficit saliranno (minori entrate tributarie, recessione, spesa pubblica in aumento per sostenere l'economia, ricapitalizzazione delle banche con patrimonio di vigilanza inadeguato, aiuti di Stato anche cash autorizzati da Bruxelles a favore delle banche in crisi di liquidità). Sebbene i criteri di Maastricht siano già basati sul calcolo del rapporto debito/Pil al netto del debito contratto dagli Stati e finalizzato a investimenti in attività finanziarie, il mercato primario dei bond governativi in euro sarà comunque preso d'assalto. Bank of America ha calcolato che l'anno prossimo l'offerta complessiva di titoli di Stato in euro a medio-lungo termine (BoT esclusi) sarà pari a circa 783 miliardi: l'ammontare delle emissioni nette toccherà quota 240 miliardi di euro, contro i 142 di quest'anno e i 90 del 2007 (una cifra quasi triplicata in tre anni).
L'Italia sarà il Paese che più di ogni altro in Eurolandia dovrà misurare i suoi passi e calibrare qualsiasi mossa sul fronte dell'offerta di titoli di Stato. Il Tesoro infatti svetta al primo posto nella classifica 2009 dei bond governativi (BoT esclusi) in scadenza: 163 miliardi contro 138 della Germania, 111 della Francia, 32 dell'Olanda e 29 della Spagna. L'Italia è anche al primo posto nella graduatoria 2009 delle emissioni lorde di titoli di Stato (BoT esclusi): 212 miliardi secondo le stime di BoA contro 173 della Francia e 157 della Germania.
Il calo dei tassi da parte della Bce proseguirà e sarà un toccasana. Ma la strategia di gestione del debito pubblico per il 2009 del Tesoro italiano dovrà comunque affrontare una serie di sfide tutte in contemporanea: il peggioramento del deficit/Pil; la ricapitalizzazione delle banche italiane che potrebbe comportare un costo tra 10-12 miliardi secondo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti o tra i 15-20 miliardi secondo la Commissione europea; i maxi-rimborsi dei titoli di Stato in scadenza; la concorrenza di Germania, Francia e altri Stati sul mercato dei BoT; la crescente disaffezione degli investitori istituzionali per i CcT che dovranno essere sostituiti da altri titoli (si veda articolo sopra); l'allargamento del differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, attualmente sui massimi storici dall'inizio dell'Unione monetaria (fino a 150 centesimi di punto percentuale) a causa dell'avversione al rischio degli investitori e la fuga verso la qualità che potrebbe proseguire nel 2009.

isabella.bufacchi@ilsole24ore.com

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