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Aviva salva dividendo e utili, ma il titolo crolla

di Nicol Degli Innocenti

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5 marzo 2009
Il quartier generale Aviva a Londra

LONDRA - Aviva ha lasciato invariato il dividendo, rassicurando gli azionisti che temevano un taglio, e ha annunciato utili annuali superiori alle previsioni degli analisti. Nonostante questo, il titolo del colosso delle assicurazioni britannico crollava del 28% nel pomeriggio alla Borsa di Londra, trainando al ribasso tutte le altre compagnie del settore. Il titolo Aviva ha già perso oltre il 50% nell'ultimo anno per il timore che la crisi economica porti a un crollo delle vendite.

«In un anno tumultuoso il nostro business ha dimostrato grande resistenza, - ha detto oggi Andrew Moss, chief executive del gruppo. – Finanziariamente Aviva resta forte. L'80% dei nostri utili derivano dalle polizze assicurazioni vita e generali esistenti, quindi siamo in grado di resistere alle difficili condizioni di mercato. In questi mercati solo i più forti sopravviveranno».

Il dividendo finale 2008 resta di 33p, la stessa cifra distribuita agli azionisti nel 2007. L'utile operativo è aumentato del 10% a 3,36 miliardi di sterline, secondo il nuovo standard Market Consistent Embedded Value (Mcev) che sostituisce lo European Embedded Value (Eev) e offre maggiori informazioni sui conti e più trasparenza. Secondo il metodo tradizionale Ifrs, l'utile operativo è aumentato del 4% a 2,29 miliardi di sterline. Il gruppo ha detto di avere stornato 550 milioni di sterline in vista di possibili perdite su mutui e obbligazioni societarie, portando il fondo totale di riserve a 1,13 miliardi di sterline.

Aviva ha registrato una perdita netta di 885 milioni di sterline nel 2008, rispetto a un utile di 1,5 miliardi nel 2007, perdita dovuta alla forte riduzione del valore di mercato degli investimenti sia azionari che immobiliari. Positiva invece la gestione assicurativa: in Europa, che rappresenta il 42% delle entrate del gruppo, i nuovi premi sono aumentati del 15% a 15,5 miliardi di sterline. In Gran Bretagna, che pesa per circa un terzo, i premi vita sono aumentati del 32% a 8,1 miliardi. In Italia Aviva ha acquistato Avipop e Ubi Vita nel 2008, ma le vendite complessivamente sono diminuite del 22% a 2,3 miliardi di sterline.

«Sono molto ottimista sulle prospettive di crescita in Italia, - ha detto oggi a Il Sole-24Ore.com Andrea Moneta, chief executive di Aviva Europe. - Abbiamo i prodotti, le strategie e le persone giuste per fare bene. Nel 2009 intendiamo sviluppare la nostra rete agenziale e puntiamo a rafforzare ulteriormente le partnership sia nel settore vita che danni».

Gli analisti hanno definito buoni i risultati Aviva. «Dati gli eventi del 2008 questi risultati sono i migliori che avremmo potuto aspettarci, - ha commentato Marcus Bernard di Oriel Securities a Londra. – Siamo convinti che Aviva genererà abbastanza utili nel 2009 da continuare a pagare il dividendo agli azionisti». Le incertezze che gravano sul mercato continueranno però a pesare sul titolo.

5 marzo 2009
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