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Mutui, l'Euribor a tre mesi per la prima volta sotto l'1%

di Maximilian Cellino

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13 luglio 2009

L'Euribor a tre mesi fa segnare il 23esimo calo consecutivo. In calo anche le altre scadenze. Benefici per i mutui varibili già in essere. Le prospettive per 2009 e 2010

Di minimo in minimo. L'Euribor brucia le tappe muovendosi al ribasso ogni giorno, per il sollievo di quanti hanno già un mutuo a tasso variabile. Oggi è la volta di una soglia psicologica importante, quella dell'1% al di sotto della quale è finito il tasso a 3 mesi (0,996%, quello a 1 mese è invece addirittura allo 0,625%).
Inondati dalla liquidità
Il motivo del movimento è l'abbondanza di liquidità che si è venuta a creare sui mercati monetari, un fenomeno determinato soprattutto dalle mosse operate nella scorsa settimana dalla Banca centrale europea (la maxi asta a 12 mesi da 442 miliardi di euro, per esempio), ma anche una situazione anomala che sembra destinata a proseguire ancora per qualche tempo. «Non ci aspettiamo un ritorno alla normalità nei prossimi giorni - spiegano gli analisti di UniCredit Mib - e riteniamo che l'Euribor 3 mesi possa restare attorno all'1%, con possibili puntate al di sotto di questo livello».
Occhio alla Bce
Per chi medita di puntare su un tasso variabile (o di cambiare in variabile il proprio prestito fisso) vale comunque la pena di sottolineare l'anomalia dei movimenti di questi giorni. «Dal 1999 ad oggi - ricordano da Aritma I.F. - a livello di media annua solo nel 2001 l'Euribor 3 mesi è risultato inferiore al costo del denaro fissato dalla Bce, al momento fermo all'1%. L'eccezionalità storica corrobora l'ipotesi che l'Euribor 3 mesi possa incontrare qualche difficoltà a restare sotto l'1%, a meno che non si concretizzi l'ipotesi di un taglio Bce allo 0,75%».
Quest'ultima possibilità sembrerebbe incorporata dai valori dei tassi overnight che si vedono sul mercato, ma non convince del tutto gli economisti, che invece vedono la banca di Francoforte ferma all'1% e concentrata piuttosto sulle mosse "non convenzionali" di politica monetaria per i prossimi mesi: «Ci aspettiamo che la Bce confermi i tassi all'1% per tutto quest'anno e per il 2010 - sottolineano da UniCredit Mib - e concentri maggiormente la propria strategia a sostegno del sistema finanziario sulle operazioni di rifinanziamento e sul riacquisto di covered bond».
Anche gli Irs ripiegano
Qualche buona notizia, in questi ultimi giorni, è arrivata anche per le famiglie che non vogliono rischiare e si apprestano a sottoscrivere un finanziamento a tasso fisso: dopo settimane di rialzi sono tornati a scendere - complice la situazione meno rosea sulle prospettive future dell'economia europea e mondiale - anche quei tassi Irs che sono la base di calcolo utilizzata per le rate fisse. Si tratta di un movimento di qualche punto base in meno che ha portato i tassi a 10-20-30 anni rispettivamente al 3,59%-4,12-4,02% e che potrebbe anche continuare. «Sulle scadenze più lunghe - spiega infatti Aritma I.F. - esistono ancora margini in particolare se l'avversione al rischio sui mercati, ovvero l'indebolimento delle Borse, dovesse nuovamente prendere il sopravvento».

13 luglio 2009
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