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Nestlé pensa a Cadbury
Incontri privati con le banche

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22 novermbre 2009

Alla fine i tantissimi rumors potrebbero concretizzarsi. Secondo quanto riporta Bloomberg e il sito MarketWatch (del network del Wall Street Journal), Nestlè starebbe valutando l'opzione di una possibile offerta per Cadbury. Sia Bloomberg che MarketWatch vanno, com'è ovvio, con "i piedi di piombo". Usano tutti i condizionali possibili, vista la fluidità della situazione con gli scenari che cambiano di giorno in giorno ( se non di ora in ora), ma alla fine, citando fonti competenti sull'affairedelle caramelle e del cioccolato, sottolineano che qualcosa si sta muovendo.

La Nestlé sta rivedendo le sue opzioni con le banche e potrebbe decidere di muoversi, sfidando l'offerta di Kraft (17 miliardi di dollari) che, per adesso, è stata rigettata da Cadbury in quanto ritenuta troppo bassa. Com è noto, proprio sulla scia del passo effettuato dal colosso americano delle sottilette, si era mossa Hershey e poi l'italianissima Ferrero. L'ipotesi che poteva (o potrebbe) concretizzarsi era quella di un'offerta concordata tra la società di Alba e Hershey. Tuttavia, secondo Bloomberg, la presenza nella partita di Ferrero sarebbe sempre più difficile. Non è un mistero, peraltro, la diffidenza (se non contrarietà) all'operazione da parte del fondatore del gruppo Michele Ferrero. Che si scontrebbe contro la volontà, invece, dei due figli Pietro e Giovanni convinti della necessità di fare un salto di dimensioni. Soprattutto adesso che il mondo del cioccolato si consolida sempre di più e richiede maggiori economie di scala e di scopo.

Certo, si tratta di un'operazione che richiede di sborsare molti danari. «Quanti ce ne vorranno? - si chiede Jon Cox, analista di Kepler Capital Markets- Se Nestlè vuole, le finanze per realizzare l'offerta ce le ha». Peraltro la stessa Hershey, secondo molti rumors, potrebbe essere partner nell'operazione. «Ciò che potrebbe creare qualche problema - afferma Thomas Russo, partner di Lancaster - è la possibile posizione dominante nel mercato del cioccolato. Cosa che, invece, non accadrebbe per quello del chewing gum, visto che Nestlé non possiede un business legato ai bubble gum».

22 novermbre 2009
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