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Bruxelles contro gli Usa per le nuove regole fiscali sulle assicurazioni

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20 maggio 2010
Bruxelles contro gli Usa per le nuove regole fiscali sulle assicurazioni

L'Unione europea protesta ufficialmente contro gli Stati Uniti per le norme inserite nella legge di bilancio perché le considera discriminatorie nei confronti delle compagnie assicurative straniere, europee in particolare. In una lettera inviata al segretario al Tesoro, Tim Geithner, il responsabile della rappresentanza Ue negli Stati Uniti, Angelos Pangratis, sostiene che «questo regime fiscale penale sarebbe applicato solo alle compagnie assicurative a capitale straniero; dunque non serve a proteggere la base fiscale americana ma crea uno contesto fiscale sfavorevole per le compagnie assicurative straniere».

La proposta, contenuta nella legge di bilancio federale, non permettte le deduzioni delle polizze di riassicurazione acquistate da filiali di compagnie basate fuori dagli Stati Uniti. L'obiettivo della proposta è quello di eliminare i vantaggi per le compagnie con sede nei paradisi fiscali o comunque in paesi con un basso livello di tassazione.


Nella lettera della rappresentanza dell'Unione europea alle autorità americane si sottolinea il fatto che il provvedimento include i contratti di riassicurazione sottoscritti con le compagnie europee, che hanno una quota rilevante di questo mercato negli Usa e sulle quali il livello di fiscalità medio è pari al 25%. «Abbiamo il dubbio - scrive Pangratis, come riferisce il Financial Times online - che il principale obiettivo di questo provvedimento non sia colpire l'evasione fiscale». Bruxelles afferma, piuttosto, che «lo scopo principale appare quello di proteggere l'industria americana delle assicurazioni e delle riassicurazioni attraverso un trattamento discriminatorio delle compagnie straniere». Secondo il rappresentante dell'Unione europea, la proposta è in contrasto con gli impegni sottoscritti dal G20 contro il protezionismo e in particolare alla 'clausola della nazione più favorita' sottoscritta dagli Stati Uniti nell'ambito dell'accordo sul commercio dei servizi che deve essere applicata a tutti i paesi che aderiscono al Wto. (G. Ch.)
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20 maggio 2010
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