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Tony Blair: «destra e sinistra none sistono più»

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1 dicembre 2007

"Le differenze tra la destra e la sinistra non esistono più. La differenza sta nell'apertura o nella chiusura alla globalizzazione, sta nella
risposta che si da alla globalizzazione". A dirlo è l'ex premier inglese Tony Blair, che ha tenuto una lezione alla "Winter University" di
Confindustria, a Venezia. Spiegando perché "anche i primi ministri devono saper accettare i processi di cambiamento", Blair ha detto che "il ventunesimo secolo é un'era nuova e richiede una nuova politica". Il problema, semmai, é che "i politici oggi restano nella loro tribù come in un guscio". "Io sostengo l'importanza dell'apertura perché chiudersi significa opporsi ad una forza inarrestabile", per cui - ha continuato Blair - "bisogna accettare la globalizzazione come una forza liberatrice dalle potenzialità enormi ma i benefici che se ne possono trarre sono in proporzione a quanto le società sono pronte". Sostenendo che i cambiamenti in atto non potranno essere fermati, Blair ha anzi sottolineato che "ci sarà una modernizzazione permanente e sarà premiato solo chi sarà in grado di adattarsi a questo mutamento costante". Facendo proprie le indicazioni di Confindustria e in particolare del presidente Luca Corsero di Montezemolo, l'ex capo del governo inglese ha evidenziato che la politica economica non può concentrarsi sulle normative, bensì sulla formazione, "così come il successo di un'azienda dipende dalla capacità di investire sul capitale umano". E i governi, in questo senso, "devono interferire il meno possibile, non devono prevedere il futuro dell'economia puntando su questa o quella azienda ma devono investire su infrastrutture, scienza, ricerca e istruzione". I sindacati, dal canto loro, devono superare "dibattiti antiquati".
Dal canto suo il presidente di Confindustria si è detto soddisfatto dell'incontro di ieri tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi perché evidenzia una volontà di dialogo. "Siamo molto soddisfatti che ci sia dialogo a tutti i livelli - ha ribadito Montezemolo - in questo Paese nel rispetto dei ruoli e delle istituzioni. E' giusto - ha aggiunto - mettere in evidenza più quello che unisce rispetto quello che divide". Il numero uno di viale dell'Astronomia ha poi rimarcato la necessità di operare "fondamentali riforme dello Stato. La più urgente - ha puntualizzato - è la riforma della legge elettorale e significa cominciare a dare ai cittadini un diritto di base ossia a mandare chi li
rappresenterà in Parlamento. I cittadini - ha usato una metafora il presidente di Confindustria - sono i 'proprietari' della politica. Serve una riforma della legge elettorale per dire 'vinca chi vinca' ma si creino le condizioni per la governabilità del Paese e per renderlo finalmente competitivo".
Sempre sulle riforme, Montezemolo ha spiegato "continuiamo a ritenere fondamentali alcune grandi riforme dalla legge elettorale alla forma di governo, da un nuovo bicameralismo a nuovi regolamenti parlamentari che evitano il formarsi di un numero spropositato di micropartiti.
Guardiamo con interesse - ha concluso Montezemolo - a tutti i tentativi che si muovono in questa direzione". "Oggi l'Italia non è equipaggiata ad affrontare crisi internazionali, perchè la macchina dello Stato non cammina più" ha aggiunto Montezemolo. E ancora: "Se quando l'economia cresce le inefficienze del sistema ci fanno rallentare, cosa succede con una crisi più vasta? O solo con un forte rallentamento?". Ribadendo che in questi ultimi anni le imprese sono state le vere protagoniste della ripresa economica, Montezemolo ha avvertito che nel caso di una crisi economica di più vasta portata, "gli imprenditori non potrebbero più portare da soli il fardello della crescita economica". Poi il presidente di Confindustria ha espresso il suo disappunto nel constatare che Silvio Berlusconi continui ad utilizzare auto straniere, cosa che faceva anche all'epoca in cui era premier. "Trovo umiliante - ha puntualizzato Montezemolo riferendosi all'ex premier Berlusconi - che una persona così eminente e attenta alla gente con quattro G, usi macchine straniere. E' umiliante per chi lavora alla Fiat - ha aggiunto - e umiliante per il nostro Paese. Quando si fa bench marking bisognerebbe vedere con che macchine girano i premier inglesi, francesi e tedeschi". Questa la replica del capogruppo forzista Renato Schifani al leader di confindustria: "Se il presidente Montezemolo pensa di utilizzare la polemica sull'uso di auto straniere da parte del presidente Berlusconi per cercare di giustificare la sua discesa in politica, evidentemente non conosce bene i reali problemi del paese".

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