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Busta con proiettili per De Bortoli, Mieli e Mauro

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30 gennaio 2008

Due lettere contenenti due proiettili, indirizzate rispettivamente al direttore del «Sole 24 Ore», Ferruccio de Bortoli, e a quello del «Corriere della Sera», Paolo Mieli, sono state intercettate nella mattinata di ieri da un addetto del centro di smistamento di Peschiera Borromeo e consegnate alla polizia. Una busta identica, sempre con un proiettile, è stata recapitata inoltre nella sede de «la Repubblica» a Largo Fochetti a Roma, destinata al direttore Ezio Mauro.
Altre due buste contenenti proiettili sono state inviate al direttore responsabile del «Quotidiano della Calabria», Emanuele Giacoia, e al direttore del quotidiano «Calabria Ora», Paolo Pollichieni.
Da un primo esame, gli investigatori considererebbero le lettere «opera di elementi isolati» e prive di «valenza eversiva». Nel plico indirizzato al direttore del Sole-24 Ore si fa riferimento a uno «scenario apocalittico di degrado» nella città e nella provincia di Crotone e alla chiusura di una cartiera. Dovrebbe trattarsi di Cellulosa 2000 dichiarata fallita nel 2006. A questa società fa riferimento anche il foglio contenuto nel plico indirizzato al «Quotidiano della Calabria». «Mi sembra un episodio come ne sono capitati tanti ad altre persone – ha commentato de Bortoli a margine della presentazione di un libro –. Spero che non si tratti di una normalità pericolosa, l'importante è che tutto ciò non faccia arretrare l'informazione».
Unanime il sostegno e la condanna dei gesti di intimidazione, anche con riferimenti agli episodi che nei giorni scorsi hanno preso di mira anche «La Padania» e «Il Giornale». Il presidente del Senato Franco Marini nell'esprimere solidarietà ai direttori de Bortoli, Mieli e Mauro, si dice «fortemente preoccupato per il ripetersi di simili episodi che, più volte, hanno interessato i responsabili degli organi di informazione e invita a non sottovalutarli». Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti si tratta di «un gesto vile, volto a colpire la libertà di informazione, bene irrinunciabile per una società democratica e presidio determinante del suo pluralismo». «A Ferruccio de Bortoli, a Ezio Mauro, a Paolo Mieli, ai giornali e ai giornalisti da loro diretti va la mia solidarietà piena ed inorridita di fronte alle minacce di cui sono stati fatti oggetto» afferma in una nota il sottosegretario alla Presidenza con delega per l'editoria, Ricardo Franco Levi.
«Esprimo a Mauro, Mieli e de Bortoli la mia vicinanza personale e quella del Pd – dice Walter Veltroni, segretario del Partito democratico – e la certezza che il loro lavoro e quello dei giornali che dirigono continuerà con identico impegno». Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, parla di «ignobili minacce che sono purtroppo solo le ultime in ordine di tempo di una fin troppo lunga serie».
Solidarietà è stata espressa inoltre dal ministro delle Politiche per la famiglia, Rosy Bindi, dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, dal ministro per i Rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Vannino Chiti, dal ministro dell'Ambiente e presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Il portavoce di Piero Fassino ha inviato un telegramma al presidente della Fnsi Roberto Natale e ai direttori de Bortoli, Mieli e Mauro.
Sono intervenuti per condannare le lettere intimidatorie anche Franco Giordano (segretario Prc), Oliviero Diliberto (segretario Pdci), Roberto Maroni (capogruppo alla Camera della Lega), Gianfranco Rotondi (segretario della Democrazia cristiana per le autonomie), Andrea Ronchi (portavoce di An), Francesco Storace (segretario de La Destra), Gavino Angius (vicepresidente del Senato ed esponente del Partito socialista), Raffaele Lombardo (leader del Mpa), Francesco Pionati (portavoce nazionale dell'Udc), Marco Follini (responsabile informazione del Pd), Piero Testoni, responsabile editoria di Fi, Giuseppe Lumia, vicepresidente della Commissione Antimafia, e Maria Grazia Laganà Fortugno, deputato del Pd e vedova del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. In una nota l'Italia dei Valori sottolinea che si tratta di «un segnale inquietante da non sottovalutare». Messaggi analoghi sono giunti dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, da quello del Lazio, Piero Marrazzo, della Calabria Agazio Loiero e della Toscana, Claudio Martini; dal presidente dell'Anci Leonardo Domenici e dai presidenti della Provincia di Milano, Filippo Penati, e di Roma, Enrico Gasbarra.
Il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi, ha scritto al ministro dell'Interno Giuliano Amato per chiedere «un incontro urgente al fine di poterle rappresentare le nostre preoccupazioni per questi gravi atti di intolleranza che avvelenano la convivenza civile e tentano di intimidire la libera informazione ed i suoi protagonisti». «Se qualcuno, comunque – dice Siddi – si è messo in testa che i giornalisti si faranno intimidire, si sbaglia di grosso». Concetti ribaditi nelle note diffuse dai comitati di redazione de «Il Sole-24 Ore», del «Corriere della Sera» e de «la Repubblica».

Cerutti: solidarietà e affetto
«Esprimo a Ferruccio de Bortoli la mia solidarietà e il mio affetto per la vile intimidazione ricevuta per la seconda volta in poco tempo. Tutta l'azienda è vicina al nostro direttore e alla nostra redazione e ne sostiene l'impegno quotidiano di fare un giornale libero, attento alla cultura dei fatti e riferimento civile in un momento delicato della vita del Paese. Esprimo sentimenti di solidarietà anche a Paolo Mieli ed Ezio Mauro, certo del ruolo insostituibile che Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera e La Repubblica hanno nella democrazia italiana». Lo ha dichiarato Giancarlo Cerutti, presidente del Gruppo Il Sole 24 Ore.

Comunicato del Comitato di redazione
Ancora una volta, a distanza di poco tempo, al direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli, è stata spedita una busta con proiettili, come pure ai suoi colleghi del Corriere della Sera, Paolo Mieli, della Repubblica, Ezio Mauro, del Quotidiano della Calabria, Emanuele Giacoia e di Calabria Ora, Paolo Pollichieni. A tutti la solidarietà della redazione del Sole 24 Ore. E una rassicurazione per chi pensa di sostituire le minacce e la violenza alle regole della vita democratica, di cui la libera stampa è elemento fondamentale: i giornalisti del Sole 24 Ore continueranno il loro lavoro con l'attenzione e la professionalità di sempre. Senza sconti e senza cedimenti ai tentativi di intimidazione.

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