ILSOLE24ORE.COM > Notizie Italia ARCHIVIO

Berlusconi, via l'Ici. Sulle pensioni torna lo scalone

di Barbara Fiammeri

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
13 febbraio 2008

«Modificheremo l'attuale età pensionabile seguendo i parametri applicati in tutta Europa e reintrodurremo la nostra riforma previdenziale». Silvio Berlusconi è tentato di tornare allo scalone: «L'intervento del governo Prodi ha provocato un'elevazione dei costi insostenibile». Il leader del Pdl è a «Porta a porta» per enunciare i capisaldi del futuro programma di Governo. Ma anche per ribadire che non è disponibile ad accogliere l'Udc nella coalizione se Casini persisterà nel voler correre con il proprio simbolo. Riduzione della pressione fiscale, a partire dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dalla detassazione degli straordinari, della tredicesima e quattordicesima mensilità dei lavoratori dipendenti: questi i primi interventi del suo Governo che punterà a una drastica riduzione della spesa pubblica assieme al recupero del progetto per il Ponte sullo Stretto, alla realizzazione della Tav e alla soluzione dell'emergenza rifiuti. Il Cavaliere anticipa che prima del voto potrà già presentare i disegni di legge per il raggiungimento degli obiettivi. E conferma che i ministri non saranno più di 12.
Per l'occasione Bruno Vespa ha ritirato fuori la scrivania con cui nel 2001 Berlusconi sottoscrisse il suo contratto con gli italiani. L'ex premier si mostra sorpreso, quasi titubante. Ma alla fine si siede e impugna la penna: «Posso fare una promessa assoluta: non metteremo le mani nelle tasche degli italiani, tutti i nostri sforzi saranno tesi a diminuire la pressione fiscale». D'accordo con la riduzione dell'evasione ma questa non si può realizzare «incutendo paura» e provocando così una contrazione dei consumi. Il Cavaliere si dice sicuro della vittoria. E a chi gli fa notare che si candida per la quinta volta a premier risponde che forse «sarebbe saggio non farlo» ma che non può tirarsi indietro. «C'è bisogno di un nuovo movimento che metta insieme i moderati e i liberali e, per farlo, sembra che Silvio Berlusconi sia ancora indispensabile».
È un Berlusconi riflessivo, poco propenso alle battute e agli slogan. Incalzato dalle domande di Pierluigi Battista, Ferruccio de Bortoli, Mario Orfeo e Piero Sansonetti, oltre che dallo stesso padrone di casa, l'ex premier ribadisce che Casini deve scegliere: se non entra nel Pdl è fuori dalla coalizione. «Anche noi e An eravamo legati ai nostri marchi - aggiunge Berlusconi - ma abbiamo rinunciato per entrare nel Popolo della libertà. Chiediamo la stessa generosità a Casini anche perché il suo simbolo non è che abbia una storia così antica come quella della Dc».
Vespa gli legge in diretta la risposta di Casini. Il leader centrista riconosce la premiership del Cavaliere e si dichiara pronto a sottoscrivere un «patto chiaro e limpido» ma non intende rinunciare al simbolo dell'Udc: «I moderati ci vogliono uniti, noi siamo disponibili a unirci ma non ci si può chiedere di annetterci perché è poco dignitoso». Berlusconi però non indietreggia: «Nessuna annessione, ma insisto a chiedere all'Udc di fare come noi ed entrare nel Pdl». È questo l'unico «patto» che offre garanzie. L'ex premier è rimasto scottato dai distinguo dei centristi durante il suo Governo così come dalla messa in discussione della sua leadership negli ultimi due anni. Chi non corre nel Pdl è fuori (Lega a parte). Vale per Casini ma anche per la Destra di Storace con la quale è escluso qualunque apparentamento e per la lista per la Vita di Giuliano Ferrara, che Berlusconi definisce «un errore» perché un simile tema non deve finire «nell'agone politico», ma semmai prendere la strada delle Nazioni Unite. Quanto a Dini e Mastella, spiega che è ancora in corso la trattativa. I due probabilmente entreranno nel Pdl. Ma i candidati – avverte – saranno selezionati con «severità». E non ci sarà posto – risponde – per chi si è esibito al Senato sputando (Barbato dell'Udeur) o mangiando mortadella (Strano di An).
Nel mirino principale ovviamente c'è «la sinistra», anche quella di Romano Prodi che – ricorda – è il presidente del Pd di cui fanno parte anche 17 dei ministri del governo dimissionario. Non ci sono attacchi pesanti a Veltroni di cui apprezza la scelta di essersi «liberato» dall'ala radicale e di aver deciso di non demonizzare più l'avversario («Il più contento non posso che essere io»). Quanto alle «grandi intese», il Cavaliere le ritiene possibili solo per stabilire insieme le regole del gioco. Ma nulla di più.

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
8 maggio 2010
8 maggio 2010
08 Maggio 2010
8 maggio 2010
8 maggio 2010
 
Prendeva la pensione della madre morta. Arrestato
L'Indagine del Cnr nei mari italiani
IL PUNTO / Il dopo Scajola e gli interrogativi sul governo
Addio a Giulietta Simionato
VIDEO / Le dimissioni di Scajola (da C6.tv)
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-