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Mastella correrà da solo
Casini: «Decido sabato»

di Nicoletta Cottone

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16 febbraio 2008

Alle elezioni Mastella correrà da solo. Lo ha annunciato il leader dell'Udeur nel corso di una conferenza stampa al termine dell'ufficio politico. «Vogliamo correre da soli, ma non in solitudine: vogliamo con noi i cattolici inquieti rispetto alla normalizzazione che si sta tentando di fare della politica. La decisione di non confluire nel Pdl nasce dal fatto che «é troppo a destra e l'Italia non ha bisogno di questo». A Casini e alla Rosa bianca, Mastella dice che «ognuno deve sapere che bisognerà mortificare qualcosa, ma che esiste uno spazio enorme al centro».

L'ex Guardasigilli annuncia che si muoverà per cercare alleanze. «Vogliamo andare con quelli che vogliono andare al centro dove c'è un'area enorme, anche perché la partita non è vinta e i sondaggi valgono quel che valgono: per esempio basta che al Senato in Campania ci si metta di traverso e la vittoria del centrodestra non è certa». Mastella dice che l'Udeur cercherà il confronto in particolare con l'Udc e con la Rosa bianca. «Il centro va riportato all'unità perché in quel caso, se è unito, può fare la differenza al Senato». Per aver fatto cadere il Governo Prodi, ha detto Mastella, «non voglio nessuna riconoscenza da Berlusconi: noi abbiamo fatto un atto politico». Riconoscenza , ribadisce, «non ne vogliamo da chicchessia: del resto se mi ricambiassero tutti i favori che ho fatto nella mia vita, a quest'ora sarei ricco quanto Berlusconi...».

Per un dialogo al centro, che potrebbe fare la differenza al Senato, Mastella si dice ampiamente disponibile: «la campagna elettorale parte oggi, ma non annunciamo oggi Mastella candidato premier, non siamo avventati, speriamo che ci siano altri candidati, non abbiamo nessuna difficoltà a fare un passo indietro perchè la nostra è una scelta di libertà». La molla che dovrebbe portare le formazioni che occupano il centro a unirsi, secondo Mastella, è la necessitá di opporsi a una «strana cosa: un tentativo massiccio di umiliazione e limitazione di spazi per i cattolici in Italia». E commenta la situazione del Pdl. «L'uscita dell'Udc dal Pdl, se viene confermata é il segno di un atteggiamento non condivisibile per il quale alla Lega si concede ciò che non viene concesso a due partiti che sono nel Ppe. Vengono messi fuori i cattolici o gli appartenenti a forze di ispirazione cattolica». Impossibile, ha detto Mastella, anche un'alleanza del Campanile con il Pd di Veltroni. E lancia un avvertimento. «Le elezioni probabilmente al Nord sono vinte, dal Lazio in giù non è così e questo dipende anche da molti partiti», come l'Udeur, che hanno un forte radicamento territoriale. Sulle alleanze, prosegue, «in periferia gli amici restino dove stanno, decideranno gli organi provinciali e regionali». Secondo Mastella «la partita è giocabile, noi siamo impegnati a giocarla alle nostre condizioni e non a quella degli altri».

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