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Alitalia, ipotesi banche in campo come per salvataggio Fiat

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17 marzo 2008

Per Alitalia Governo uscente e maggioranza entrante starebbero valutando l'ingresso delle banche nel capitale, sul modello di quanto avvenuto in Fiat nell'ultima crisi del 2002. Lo riferiscono fonti sindacali specificando che l'impegno finanziario potrebbe essere di 1-1,2 miliardi per dare modo al Governo in un anno, un anno e mezzo, di trovare una soluzione. Le banche avrebbero garanzie dai sindacati di ampie concessioni su un forte piano di risanamento. Fin qui le indiscrezioni. Fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che il prestito delle banche «non è stato oggetto dell'incontro» tra il Governo uscente e l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, accompagnato da Bruno Ermolli.

Se le banche fossero della partita il loro intervento andrebbe a sommarsi al prestito ponte di 100-150 milioni di euro che il Governo prevede per assicurare la continuità aziendale di Alitalia. L'esecutivo starebbe infatti preparando un decreto legge per autorizzate la concessione della linea di credito. La decisione sarebbe stata concordata proprio nel corso del vertice a Palazzo Chigi di giovedì sera tra Escutivo e Pdl che avrebbe portato a una soluzione "bipartisan". La soluzione Air France, comunque, è tutt'ora sul tappeto, ma dal momento che il premier in pectore Silvio Berlusconi ha più volte detto che potrebbe intervenire anche una cordata italiana è probabile che il Pdl prospetti anche altre soluzioni. Lo stesso Berlusconi ha promesso, che una volta avuto l'incarico, ne parlerà direttamente con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Ancor prima di essere insediato, il leader del Pdl ha assicurato dunque il suo impegno per risolvere la vicenda dell'ex compagnia di bandiera e ha annunciato che la prossima settimana ci sarà un incontro con il Governo in modo tale da esaminare le varie possibilità che sono sul tavolo. «Resta in piedi», anche l'ipotesi di Aeroflot: Berlusconi ha tenuto a precisarlo prima di incontrare il presidente russo Vladimir Putin. E l'idea è stata confermata nella conferenza stampa successiva.

Dai sindacati arrivano intanto segnali di disponibilità: il leader della Cisl Raffaele Bonanni dichiara di essere pronti a discutere a condizione però che «ci siano più aerei in volo, che Malpensa sia maggiormente considerata e che ci sia più attenzione ai livelli occupazionali». «Il tempo c'è sempre -ha poi aggiunto - se serve a migliorare le condizioni del volo italiano e il benessere dell'azienda». Secondo il leader della Cisl, «Spinetta se ne è andato dal tavolo delle trattative perchè era inutile discutere con elezioni imminenti».

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