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Beppino Englaro: «La Chiesa non può impormi i suoi valori»

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8 febbraio 2009

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Nel corso dell'intervista Schifani ha anche detto che «in questa legislatura il Partito Democratico ha sempre assunto posizioni di grande responsabilità, non trovo nulla di strano sul fatto che ha richiesto che sia l'Aula a discutere di questo delicato argomento (e non in commissione, ndr), mi sembra la sede più opportuna rispetto all'ambito più ristretto della commissione».
Immediata la risposta di Walter Veltroni, che sulla vicenda Englaro ha detto che «la politica dovrebbe fare un passo indietro». Lo dice il leader del Pd Walter Veltroni in un'intervista al Tg1. «Chi ha più a cuore il destino di Eluana?», si è chiesto Veltroni. «Un uomo politico come Berlusconi, che ha avuto sette mesi di tempo per approvare una legge e non l'ha fatto, che tra una settimana penserà ad altro, oppure un padre e una madre che da 17 anni seguono e vivono il dramma di questa vicenda? La risposta a questa domanda - conclude - fa capire come siamo in presenza di un'odiosa strumentalizzazione di questa vicenda».

Berlusconi: mai attaccato la Costituzione
Infine, sulla scia dello scontro istituzionale con il Colle apertosi sul caso di Eluana Englaro e sull'ipotesi di una riforma della Carta Costituzionale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha smentito oggi di aver mai attaccato la Costituzione, aggiungendo di rispettarla ma di ritenere che si possa evolvere. «Ho giurato sulla Costituzione, la rispetto. È la prima legge alla base dello Stato. Non ho mai pensato di attaccarla. Ma non è un moloch e può evolvere con i tempi», ha detto il premier parlando all'inaugurazione del passante di Mestre.
«È qualcosa su cui si può intervenire con l'accordo di tutti o quasi tutti, ci vogliono i due terzi del parlamento», ha aggiunto. Quanto all'esame preventivo dei decreti dell'esecutivo da parte del Quirinale, Berlusconi aveva detto che «è una prassi da ridere». «Se il governo non può varare nemmeno i decreti tanto vale andare a casa».
Il premier ha sottolineato oggi che gli eventuali «chiarimenti» sulla Carta erano da intendersi riferiti solo all'articolo in cui si parla della decretazione d'urgenza da parte dell'esecutivo. Quanto ai riferimenti all'Urss, Berlusconi ha detto: «che i valori costituzionali abbiano guardato alla carta dell'Unione sovietica è una realtà storica».

Il premier: senza una legge è condanna a morte
Il premier è poi tornato direttamente anche sul caso, sostenendo che senza una legge del Parlamento la vicenda di Eluana si trasformerebbe in una «condanna a morte». Quindi, ha detto, «mi auguro che ci sia un buon senso e ciò che non è stato fatto in tanti anni venga rimandato di qualche giorno per consentire al Parlamento di approvare la legge». Senza l'approvazione della legge «Eluana sarebbe l'unica cittadina su cui è prevalso lo Stato e senza la legge sarebbe una condanna a morte».

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