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Chiamparino scalda i muscoli per la corsa alla guida del Pd

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29 giugno 2009
Il silenzio di D'Alema sul partito

Se correrà lo farà per vincere Sergio Chiamparino, come lui stesso precisa, dopo le insistenze per la sua candidatura alla guida del Partito democratico. Ma prima del fine settimana non scioglierà la riserva, in attesa di capire se i programmi dei due contendenti alla segreteria lo convinceranno.
Pochi giorni per decidere, zeppi di appuntamenti importanti. Mercoledì 1 luglio Pier Luigi Bersani illustra il suo programma al teatro Ambra Jovinelli, giovedì 2 luglio c'è la prima uscita pubblica di Walter Veltroni, dopo le sue dimissioni da segretario. Ci sarà Dario Franceschini, è invitato anche Bersani e parleranno sia Sergio Chiamparino che Debora Serracchiani.

Se Chiamparino correrà danneggerà soprattutto l'attuale segretario, mentre non ci dovrebbero essere grosse sovrapposizioni nè erosioni di consensi per Bersani.
Ma prima di decidere il sindaco di Torino vuole verificare se nei programmi dei due attuali sfidanti ci saranno le «idee forti che erano all'origine del progetto del Pd».
Con quali proposte Franceschini o Bersani possono convincerlo Chiamparino lo ha precisato nel suo intervento all' assemblea del Lingotto. Al primo punto il sindaco di Torino mette la necessità di affrontare le difficoltà della sinistra in Europa: con la crisi dello stato sociale, sottolinea, occorre togliere qualcosa ai garantiti per dare a chi non ha garanzie. Secondo punto: il tema della laicità, perchè sui grandi problemi etici - dice Chiamparino - deve decidere l'individuo. Terzo punto, quello delle alleanze e il sindaco di Torino guarda a un Pd in grado di mettere insieme le diverse culture e poi allearsi con gli altri in un sistema bipolare.

Per Chiamparino si pronuncia Mercedes Bresso: «lo sceglierei» perchè «anche lui (come Bersani, ndr) si intende di economia, e con la sua esperienza di amministratore locale porterebbe ai vertici del partito una concretezza che a volte i segretari non hanno». «Se per non tradire il mandato degli elettori nell'ultimo anno - sottolinea la presidente della Regione piemonte - Chiamparino dovesse optare per il doppio incarico, farebbe ciò che in Francia è normale. E per noi avere un segretario che è anche il sindaco di Torino sarebbe un vantaggio».

29 giugno 2009
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