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In vigore il Trattato di Prum, ok alla banca dati del Dna

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24 giugno 2009
Il disegno di legge

L'intesa prevede inoltre lo scambio di informazioni su persone inquisite e il possibile utilizzo di guardie armate a bordo degli aerei


Approvazione bipartisan e definitiva per alzata di mano in Senato al Trattato di Prum, che approfondisce la cooperazione transfrontaliera nel contrasto a terrorismo, criminalità, immigrazione illegale fra Italia, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Olanda e Austria.

Con il Trattato viene istituita, presso il ministero dell'Interno, la banca dati nazionale del Dna, che raccoglierà il profilo del Dna di condannati, imputati e indagati, ma anche campioni biologici - raccolti sulla scena del delitto o su cose pertinenti al reato - di persone non iscritte nel registro degli indagati, di persone scomparse e di cadaveri non identificati. Presso il ministero della Giustizia viene istituito il laboratorio centrale per la banca dati nazionale del Dna.

Al prelievo dei campioni biologici necessari a stabilire il profilo del Dna non ci si potrà sottrarre: l'autorità giudiziaria potrà, infatti, imporre con un'ordinanza, il prelievo forzoso di materiale biologico, anche di persone non indagate, se necessario all'inchiesta.

La cancellazione d'ufficio del profilo del Dna dalla banca è prevista in caso di assoluzione o se il fatto non costituisce reato. Negli altri casi la conservazione è prevista per 40 anni. Il prelievo è escluso per alcuni reati elencati, come quelli fiscali, societari e bancari. Polizia e autorità giudiziaria potranno avere accesso alla banca che sarà collegata alla rete delle omologhe strutture presenti nei paesi europei.

Il trattato di Prum consentirà anche la presenza di guardie armate sugli aerei, non solo nel caso in cui si debbano fare dei rimpatri forzati di clandestini o stranieri incriminati, ma su tutti i voli, senza l'obbligo di indossare la divisa. Nel provvedimento, si dà anche la possibilità a forze dell'ordine straniere di continuare le proprie azioni in Italia senza dover chiedere particolari permessi o autorizzazioni. Se l'azione di polizia è già cominciata in un altro Stato, infatti, si potrà concludere in Italia senza il bisogno di uno specifico via libera dalle autorità italiane.

24 giugno 2009
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