È un piccolo riassetto, ma aggiunge un nuovo pezzo della Costa Smeralda (e una nuova società) all'impero immobiliare di Silvio Berlusconi che, a dispetto di voci e indiscrezioni, sembra voler rafforzare la sua presenza immobiliare in Sardegna. L'operazione, perfezionata qualche giorno fa, ha sancito il passaggio effettivo di Villa Barbagli – che fa capo all'omonimo gruppo di emittenti locali – alle società del premier, come anticipato dal Corriere della Sera. Si tratta di circa 400 metri quadri sopra Porto Rotondo, con piccolo parco annesso, a pochi metri dalla storica residenza Villa Certosa. Dietro questa compravendita c'è però anche una riorganizzazione societaria.

Tutto ruota intorno a Immobiliare Idra, scrigno delle residenze della famiglia Berlusconi, Villa Certosa inclusa. Proprio la Idra ha rilevato le quote detenute da Alessandra Barbagli, 27 anni, e Davide Barbagli, 33, in una società denominata Il Nuraghe. La transazione è avvenuta a un prezzo di 1,2 milioni di euro.

Con capitale sociale di 12 mila euro, il veicolo a cui fa capo Villa Barbagli (ancora in fase di ristrutturazione) evidenziava al momento della compravendita immobili in costruzione per 643,3 mila euro, finanziamento soci per 549 mila euro e una perdita da conto economico per 52 mila euro. La scelta è stata così quella di rilevare l'intera Nuraghe, e non solo l'immobile, per poi procedere alla fusione per incorporazione di quest'ultima in Immobiliare Idra. Per farlo la finanziaria di Berlusconi non ha proceduto però ad alcun aumento di capitale perché già azionista del 100% di Nuraghe.

La nuova villa acquistata dal premier a Porto Rotondo arricchisce così le proprietà immobiliari della famiglia Berlusconi. Un patrimonio cospicuo, anche se non paragonabile in valore peso specifico a Fininvest, raccolto nella Dolcedrago, a cui fa capo immobiliare Idra, contenitore degli immobili in Sardegna, a Macherio e ad Arcore. Ma, almeno sulla carta, questo business continua a drenare ingenti risorse alle finanze del premier: fino allo scorso anno, i soldi prestati alle finanziarie immobiliari di Berlusconi sono arrivati a quota 259 milioni. E non poteva essere altrimenti se si pensa che "solo" le migliorie agli immobili faraonici in Sardegna, a Macherio e ad Arcore sono costati qualcosa come 19 milioni, senza contare poi l'impianto antincendio allestito ad Arcore (400 mila) e i diversi impianti di allarme e sicurezza (364 mila). Quanto all'assetto proprietario, in posizione di forza c'è Silvio Berlusconi: Dolcedrago è partecipata dal premier direttamente con il 99,5%, mentre uno 0,25% a testa spetta ai due figli, Piersilvio e Marina. Ma non è escluso che proprio qui, nel libro soci della finanziaria, un ruolo potrebbero giocarlo in futuro i figli nati dal matrimonio con Veronica Lario, Barbara Eleonora e Luigi. Magari attraverso la neonata Bel, veicolo costituito da pochi mesi e che, dato l'oggetto sociale, sembra destinato a diventare il mezzo attraverso cui la seconda generazione rafforzerà la presa sul settore immobiliare.

 

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