Domenica in piazza del Duomo a Milano Berlusconi «ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso»: lo ha detto lunedì in tarda mattinata il ministro Roberto Maroni al termine del vertice in prefettura a Milano. Nonostante il premier abbia rischiato di essere ucciso, è il pensiero del ministro degli Interni, Maroni, «un esponente del Pd non ha trovato di meglio che dire "non faccia la vittima". Io spero che questo fatto contribuisca a cambiare il clima ma con questa dichiarazione non si comincia bene». Il ministro pur senza nominarla, ha risposto così a Rosy Bindi e al suo commento sull'aggressione a Berlusconi.

Maroni ha annunciato che verranno valutate misure di sicurezza personali per Silvio Berlusconi. «Le persone addette alla sicurezza di Berlusconi sono dei professionisti. Bisogna però sapere che la sicurezza del presidente del Consiglio è demandata ai servizi segreti e non al ministero dell'Interno. Valuteremo come fare per il futuro». Maroni ha quindi spiegato che la sicurezza in un luogo pubblico è molto più difficile da controllare rispetto a un luogo chiuso, come per esempio lo stadio: «Berlusconi ha tutto il diritto - ha spiegato - di avvicinarsi ai suoi sostenitori, perchè questa è la democrazia ed è la politica».

Il ministro dell'Interno ha detto che martedì mattina riferirà alla Camera e nel pomeriggio al Senato, su richiesta dei gruppi parlamentari, a proposito dell'aggressione subita in piazza del Duomo dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

«Non capisco perchè si debba ritenere qualche magistrato, perchè partecipa a qualche iunione o dice frasi che non tutti condividono, causa del clima di tensione che c'è nel paese». Così il vice presidente del Csm Nicola Mancino al termine del plenum che ha licenziato lunedì il parere sul processo breve, torna sulle accuse avanzate dal consigliere laico di centrodestra Gianfranco Anedda nei confronti dei pm Armando Spataro e Antonio Ingroia. Per Mancino, non già i magistrati sono dunque causa del clima che ha portato, anche, all'aggressione nei confronti di Berlusconi, ma «è una crisi data dal sistema». A chi, poi, ha fatto notare che il sistema giustizia è comunque nell'occhio del ciclone, Mancino ha replicato che «non è la giustizia ma la riforma della giustizia, che speriamo si faccia al più presto e che possa contribuire a sbloccare questa macchina che spesso si inceppa».

L'aggressione di cui è rimasto vittima il presidente del Consiglio «non può essere derubricato al gesto di un folle, è una questione più complessO». Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano che da Salerno ai microfoni di Sky Tg24 ha spiegato di essere «molto preoccupato per quanto accaduto a Silvio Berlusconi. «Troppo spesso in questi mesi - ha osservato il Guardasigilli - si è fatta passare l'idea che lo scontro con Berlusconi fosse lo scontro del bene contro il male, anzi della virtù contro il vizio. Si va ben oltre il clima di odio, la questione è più complessa e più pericolosa». Quando il ceto politico fa passare l'idea che si tratti dello scontro della lotta del bene contro il malem, ha insistito Alfano, «fa correre un grave rischio non solo alle istituzioni ma anche a chi fisicamente rappresenta le istituzioni e si corre il rischio che qualcuno, come è successo ieri a Milano, si senta l'angelo vendicatore che incarna il bene pensando di uccidere il male». Per questo, ha spiegato il ministro della Giustizia «Il seme, non solo dell'odio ma dell'ipotesi di vendetta del bene contro il male, attecchisce prima nella mente labile di un matto, probabilmente, ma dopo è destinato ad attecchire su altri soggetti e c'è sempre il rischio della emulazione».

Il premier non sarà dimesso prima di 24-36 ore dal San Raffaele. A renderlo noto è il primario Alberto Zangrillo che ha diramato, a mezzogiorno, il nuovo bollettino medico secondo il quale il presidente del Consiglio si nutre a fatica ed è sottoposto a terapia antibiotica e analgesica.

Berlusconi ha riportato una doppia ferita al labbro superiore e la rottura del setto nasale. La prognosi, ha indicato lo stesso Zangrillo, è «di qualche decina di giorni». Nel frattempo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha detto che «Il presidente è un po' affaticato e sofferente: sente ora le conseguenze del colpo di ieri e durante la notte ha avuto un forte mal di testa».

Papa Benedetto XVI ha indirizzato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, un telegramma in cui esprime conforto e vicinanza dopo l'aggressione a Milano. Lo si è appresoda fonti vaticane.

Le visite
Il presidente della Camera Gianfranco Fini è arrivato intorno alle 10.20 e ha lasciato l'ospedale dopo circa mezz'ora, ma non ha rilasciato nessuna dichiarazione.

Anche il presidente del Senato Renato Schifani è andato all'ospedale per incontrare il premier e poco dopo ha dichiarato al Tg3:
"Al di là del dolore fisico lo fa soffrire l'odio politico che si é trasformato in aggressione, il premier non comprende il perché di questo odio così violento". Dichiarazioni simili sono state rilasciate anche da Don Luigi M. Verzé, presidente del San Raffaele di Milano, dopo la visita di questa mattina: «Ho trovato il presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l'odio.»

Nella mattinata, il premier ha già ricevuto le visite del sindaco di Milano Letizia Moratti, del ministro del Turismo Michela Brambilla, del viceministro alla Sanitá Ferruccio Fazio, di Fedele Confalonieri e di Pier Luigi Bersani e Filippo Penati oggi in città per un'assemblea del Pd.

Gli auguri dai capi di stato

Il presidente del Consiglio italiano ha ricevuto stamane un'affettuosa telefonata del presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, che ha voluto sincerarsi delle condizioni di salute del premier dopo l'aggressione subita ieri ed esprimergli vicinanza e solidarietá. Anche il premier russo Vladimir Putin ha espresso la sua solidarietà a Silvio Berlusconi inviando all'amico Silvio "parole di sostegno" e l'augurio di "una veloce guarigione".

Incontro in Prefettura

Intanto è in corso a Milano, in Prefettura, una riunione presieduta dal ministro dell'Interno Renato Maroni con il prefetto Gian Valerio Lombardi e il questore Vincenzo Indolfi, per avere «una informativa dettagliata e completa» su quanto accaduto ieri sera in piazza Duomo.

Tartaglia a San Vittore
Nel frattempo, Massimo Tartaglia è stato trasferito dalla Questura al carcere di San Vittore. All'uomo sono state contestate le accuse di lesioni pluriaggravate dalla premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa.
A Tartaglia, che è stato interrogato dal procuratore aggiunto Armando Spataro, sono stati trovati in tasca uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo del peso di diversi etti.
La contestazione della premeditazione è scattata anche perchè due di questi oggetti (l'accendino e lo spuntone di plexiglas) erano stati prelevati dall'uomo dalla propria abitazione.
Davanti al pm e agli agenti della Digos, ieri sera, Tartaglia ha giustificato il suo gesto con motivazioni politiche: avrebbe parlato di forte dissenso dalle politiche del Pdl e in particolare del premier.


Le polemiche per la mancata sicurezza

Cosa non ha funzionato nella sicurezza al premier Silvio Berlusconi; come mai una persona è riuscita ad arrivare così vicino tanto da riuscire a colpirlo in quel modo? Il livello di protezione del capo del governo italiano sarà domani al centro di due diverse audizioni, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, con delega ai servizi, e del capo del Dis Gianni De Gennaro davanti al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
L'audizione, che era in agenda da tempo, volgerà dopo i fatti di ieri in piazza Duomo sulla sicurezza del premier. Alcuni membri del comitato di controllo dell'intelligence, intendono infatti verificare come mai i servizi deputati alla sicurezza del premier non siano riusciti a garantirne l'incolumità.
In particolare, Emanuele Fiano membro del Copasir ha fatto sapere che chiederà che venga ricostruito l'apparato di sicurezza che era intorno al premier ieri in Piazza Duomo a Milano; se ed eventualmente dove ci siano state delle falle.

 

Shopping24