L'attacco della Lega al cardinale di Milano, nel giorno della massima festività ambrosiana e con il capo dello Stato in città sembra un copione scritto con grande accortezza. Il ministro Roberto Calderoli, dopo le parole pacate di Dionigi Tettamanzi («Sono sereno») ha voluto rincarare la dose: «Per fortuna all'interno della Chiesa non c'è il pensiero unico e chi mi critica dovrebbe tener conto sia di questa verità sia che le mie critiche non sono di carattere religioso ma politico visto che ho criticato il card. Tettamanzi per quel che ha detto di politico» ha ribadito, aggiungendo: «Quel che mi spiace di più è veder fare politica a senso unico. Del resto la mia posizione sull'arcivescovo di Milano è chiara da anni. Io sono sempre stato critico sulla Chiesa del Concilio Vaticano II e mi sembra che Tettamanzi sia un nostalgico di quella Chiesa. Ma i tempi cambiano. E credo che l'unico che non sbaglia sia Papa Ratzinger». Parole scelte con cura che vogliono dire: la Lega, nel suo rapporto privilegiato ormai instaurato con la Chiesa dopo le bufere estive sul tema immigrati – con gli incontri pacificatori con i cardinali Angelo Bagnasco prima e Tarcisio Bertone poi – dice di non riconoscersi nella parte più progressista dell'espiscopato, quella appunto capitanata da Tettamanzi (e ormai invisa a buona parte della Curia), che ormai è comunque nella fase finale della sua permanenza a Milano, visto che il mandato è stato già da tempo prorogato di due anni dopo il 75esimo compleanno del porporato. La Lega punta ad un rapporto stretto con la Chiesa ufficiale, quella che da Roma sta via via sempre più serrando i ranghi dentro un blocco d'ordine che fa capo al segretario di Stato Bertone nella governo centrale, e che ha piena collaborazione dalla Cei di Bagnasco-Crociata. Non a caso nei prossimi giorni lo stesso primo ministro del Papa parteciperà ad un convegno alla Lumsa sull'attualità politica di don Sturzo a cui prenderà parte – oltre a Massimo D'alema e Giulio Andreotti - anche il capogruppo alla Camera per la Lega, Roberto Cota, una della voci dialoganti del Carroccio con la Chiesa ed espressione diretta del leader, Umberto Bossi.