Di "Generazione Italia", nuova creatura politica guidata dal vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, e benedetta dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è detto tutto e il contrario di tutto. Che fosse una corrente finiana nata per spaccare il Popolo della libertà, un tentativo per l'ex leader di An di smarcarsi, con una sua formazione, dalla presenza ingombrante di Silvio Berlusconi.

Niente di tutto questo, almeno a giudicare dal suo manifesto programmatico lanciato dallo stesso Bocchino sul sito della nuova iniziativa. Che esordisce oggi ufficialmente proprio con un editoriale del vicecapogruppo che pianta subito qualche paletto sgombrando il campo dalle polemiche che hanno investito la formazione nelle ultime settimane. «Generazione Italia – spiega Bocchino in un videomessaggio – nasce come aggregatore e come tale ha l'obiettivo di unire e non di dividere, punta a essere un laboratorio di idee e un generatore di passione politica».

Poi l'agenda delle priorità, a partire dalle riforme. «È giunta l'ora di cambiare di cambiare la costituzione per introdurre il presidenzialismo coniugato al federalismo, superare il bicameralismo perfetto e ridurre il numero dei parlamentari». Un percorso che va costruito attraverso il dialogo con il centro-sinistra, refrain ribadito più volte dallo stesso Fini. «Questo va fatto coinvolgendo l'opposizione che aveva lavorato anch'essa a questi temi prima nella bicamerale D'Alema e poi con la bozza Violante, ma non va riconosciuto a essa un diritto di veto. Sì al dialogo, ma se c'è un no strumentale, la maggioranza ha il dovere di procedere».
Sulle tasse, poi, il governo deve procedere interrogandosi sulla necessità di mettere mano al sistema fiscale, come pure sulla previdenza. Mentre sul fronte della giustizia, avanti con le riforme «ma senza tentazioni punitive verso i giudici».

Un chiaro messaggio finiano al Cavaliere che nelle scorse settimane ha più volte attaccato la magistratura. Ma non c'è, almeno per ora, nel co-fondatore del Pdl alcun tentativo di rottura con Berlusconi. Bocchino lo dice a chiare lettere. «Per fare tutto questo deve scendere in campo il tridente della maggioranza di governo e del cambiamento degli ultimi quindici anni, composto da Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Un gioco di squadra a tre che può trasformare radicalmente l'Italia nei prossimi anni».

Per il momento, dunque, nessuno smarcamento, ma un Pdl compatto per portare avanti le riforme. E un primo banco di prova per testare la solidità del progetto di Generazione Italia sarà la convention in programma l'8 e il 9 maggio a Perugia. Il titolo dell'iniziativa è già molto ambizioso: "Destinazione Futuro". Ora, però, il prossimo passo è tutto nel presente: dare sostanza e stabilità all'agognato tridente.

 

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