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Il Kosovo emette i suoi primi passaporti ufficiali

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31 luglio 2008


Di colore blu scuro e recante al centro lo stemma della neo repubblica balcanica, realizzato grazie al supporto tecnico del ministero degli Interni tedesco, conforme a tutti gli standard di sicurezza disposti dall'Unione europea, ha una durata di 10 anni, è trilingue (albanese, serbo e inglese) e ha un costo per il cittadino di 25 euro: è il nuovo passaporto del Kosovo, presentato dal governo della ex provincia serba a maggioranza albanese a poco più di cinque mesi dalla proclamazione unilaterale d'indipendenza da Belgrado del 17 febbraio scorso.
I documenti - rilasciati dalla repubblica del Kosova (Kosovo in lingua albanese) - sono stati consegnati ai titolari direttamente dal primo ministro, Hashim Thaci, nel corso di una cerimonia solenne svoltasi a Pristina.
«Stiamo completando la costruzione del nostro Stato. Oggi inizia una nuova era di definitivo distacco dalle altre identità che i cittadini kosovari hanno avuto in passato», ha proclamato Thaci. I passaporti saranno accettati per il momento dai circa 40 Paesi (sugli oltre 190 rappresentati all'Onu) che hanno finora avallato lo strappo da Belgrado, inclusi gli Usa e la maggioranza degli Stati dell'Ue. Non avranno invece alcun valore nei Paesi che non riconoscono l'indipendenza del Kosovo, a cominciare dalla Serbia la quale continua a rivendicare i propri diritti storici di sovranità sulla regione contesa. Dopo la guerra del 1999, i Kosovari usavano passaporti emessi da diverse istituzioni, come la missione Onu, la repubblica di Yugoslavia e quella di Serbia. E appena due settimane fa il governo serbo aveva emesso un'ordinanza secondo la quale i timbri del Kosovo sui passaporti stranieri dovevano essere invalidati e sostituiti con quelli della repubblica di Serbia.

La cerimonia di consegna è avvenuta nel giorno della prima visita a Pristina del neoministro serbo per gli affari kosovari, il liberale Goran Bogdanovic, il quale ha incontrato il capo della missione Onu in Kosovo (Unmik), l'italiano Lamberto Zannier, per rilanciare la collaborazione di Belgrado almeno con questo organismo. L'unico pienamente riconosciuto dal governo serbo, che resta d'altronde contrario a un totale passaggio di consegne dall'Unmik alla nuova missione europea dell'Eulex, essendo quest'ultima stata concepita da Bruxelles come un sostegno alla transizione verso il consolidamento dell'indipendenza di Pristina.
E dopo il passaporto, il Kosovo si sta già preparando per un altro simbolo della sua indipendenza: il proprio prefisso telefonico internazionale.

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