Il Sole 24 Ore
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13 SETTEMBRE 2008

E la Guzzanti irrompe nella campagna elettorale Usa

dal corrispondente Mario Platero


NEW YORK – La Guzzanti, McCain e Barbara Walters. Un "incrocio" improbabile. Eppure in questa straordinaria campagna elettorale 2008 è successo anche questo: l'«incrocio»– intendiamoci, in etere – c'è stato per davvero, "Live", a "The View" un popolarissimo talk show del mattino della rete Abc.

Target: le casalinghe. I due ospiti di ieri mattina hanno fatto notizia, e travolto gli indici d'ascolto: sono John e Cindy McCain, rara apparizione congiunta per consolidare, sulla scia della cacciatrice d'alci Sarah Palin, il voto femminile. Conduce la Walters, decana del giornalismo americano. Con lei intervistano e chiaccherano "fra donne" il premio Oscar Whoopi Goldberg e altre tre attrici con forti punti di vista femminili, Joy Behar Occhiuto, grande chioma, lineamenti marcati, di origine italiana, Elisabeth Hasselback, bionda scintillante, molto giovane e conservatrice e Sherri Shepard, un'altra afroamericana come Whoopi, anche lei "stand up comedian". "Lo sapete che in Italia un'attrice comica che si chiama Guzzanti rischia cinque anni di prigione per una battuta sul Papa?", chiede scandalizzata la Goldberg. Il pubblico ulula. Il tema religione è uno dei più caldi in campagna elettorale.

La Goldberg trasforma i due diavoletti della Guzzanti in due donne gay, ma racconta lo stesso la battuta e attacca il nostro Paese:"… questa intimidazione capita in Italia… non in Siria". A tradimento la Walters mi interpella:" abbiamo un giornalista italiano in sala" dice " è davvero una violazione della legge? E la libertà di parola?". In effetti il biglietto parla chiaro: chi partecipa allo spettacolo deve essere pronto a tutto. Spiego che, in effetti, in Italia c'è ancora una legge contro il vilipendio della religione, aggiungo che la signora Guzzanti cade spesso nel volgare, che è una cosa diversa dalla satira. E pronostico che non se ne farà nulla. Ma tra il pubblico di 230 donne e quattro uomini l'ululato aumenta. Sono donne motivate, si sentono riscattate dalla Palin e confermano che, al di là delle posizioni politiche, la solidarietà trasversale sul sesso in questo Paese conta. John McCain, dal palco, mi guarda e alza il pollice.

Un gesto di solidarietà maschile. Anche perché stava per arrivare il suo turno. E difatti, sul tema religione, che domina questa campagna elettorale, attacca Whoopi: "Ma lei Senatore è per la separazione fra Stato e Chiesa…perché la sua compagna di corsa Sarah Palin sembra avere qualche dubbio". "Prego tutte le mattine, la spiritualità mi aiuta, ma lo Stato è separato dalla Chiesa" risponde McCain. Il pubblico applaude. "Lei non è più il "maverick" di un tempo, cerca voti, ma si è normalizzato, mi piaceva di più prima" attacca Joy Occhiuto. " Sono sempre lo stesso…" prova a dire McCain. Ma lo interrompe subito: come la mettiamo con le bugie sui suoi spot sul rossetto…anche lei ha usato la stessa frase di Obama" gli chiede aggressiva, sporgendosi in avanti.

Questa volta McCain è più deciso. E' la prima volta che risponde sulla tematica "rossetto": "sono cose diverse. Il Senatore Obama sceglie le sue parole con grande cura. Non avrebbe dovuto fare quello che ha fatto". E rilancia: "perché non è qui con me, l'ho invitato più volte a dibattiti pubblici". Da vecchio militare, i nervi di McCain restano saldi, ma la temperatura sale di nuovo all'improvviso quando Whoopi chiede della Corte Suprema e del diritto all'aborto: "nominerò giudici che interpreteranno la Costituzione come l'hanno scritta i padri fondatori" dice, e schiva la questione sull'aborto. "Come i padri fondatori? Allora vuole dire che io potrei essere una schiava…". Esausto McCain depone le armi:" la capisco bene…". Alla sua sinistra si scatena la Walters: "Scusi, ma la Palin, come cambierà Washington? Lei era al Senato da 22 anni, è ormai un insider…chi riformerà la Palin, lei?". "…Riformerà i costumi…anche dei repubblicani" prova a dire McCain.

Insomma, i veri "pitbull" sono loro, le quattro signore. Elizabeth, conservatrice, è più moderata. Ma le altre non danno tregua. E la poltrona giallina su cui siede McCain è sempre più scomoda. Alla fine, la Palin domina anche qui. Le "moderatrici" ne parlano fra loro. La prima intervista vera del Governatore dell'Alaska candidato alla vicepresidenza Usa, sempre con la Abc, con Charlie Gibson, ha di nuovo fatto il pieno. Obama resta in ombra. Siti, reti, radio, giornali, tutti a valutare se Sarah, ha fatto bene o ha fatto male. Le signore non vanno troppo per il sottile: "troppo nervosa…" dice la Walters, "non conosceva la Dottrina Bush" dice Joy. "Dobbiamo fidarci? Senatore McCain – per carità – ma le succede qualcosa quella va alla presidenza…ci ha pensato".

"E' pronta, sa quello che fa". Dice McCain. E' l'ultima sudata. Alla fine la Palin passa, tutto sommato è andata bene. Era il suo primo appuntamento e non ha fatto gaffe. Del resto qui, agli studios della Abc, sulla 66esima e West End, al terzo piano, un teatro vero e proprio, il pubblico, è fatto di donne. E una donna che arriva a correre per la vicepresidenza piace. Al momento giusto, a salvare McCain dai "pitbull" femmine, arriva lei, Cindy, eterea, tailleur di shantung di seta rosso vermiglio. Applausi e esclamazioni. "Ma come fa a tenere insieme una famiglia con questi ritmi – chiede Elizabeth:"faccio come voi, anche voi lavorate e tenete le famiglie insieme…Mio marito sarà il presidente di tutti – dice – potrete fidarvi". I "pitbull" sono più tranquilli.

Con la signora non attaccano più. Né lei né il marito. McCain dilaga. "Avrò un governo con democratici e indipendenti...lavorerò con Hillary (Clinton), sarà uno dei membri più influenti del prossimo Senato, abbiamo viaggiato insieme, è un'amica…". Che sia il suo prossimo messaggio? "Hillary Dalla Mia". I pitbull gli diranno che mente. Ma il pubblico di infermiere, commesse di Macy's, segretarie, applaudirà lo stesso: per McCain una lusinga alle donne è il segreto per conquistarle.

13 SETTEMBRE 2008

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