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Obama: «Tempo di sacrifici»

di Marco Valsania

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26 Novembre 2008
ANALISI
E Geithner è già sotto esame (di Mario Platero)

NEW YORK - Dopo il New Deal, i sacrifici. Barack Obama, all'indomani dell'annuncio della squadra che dovrà mettere a fuoco il grande piano di spesa per risollevare l'economia dalla crisi, ha nominato ieri il suo "guardiano" del bilancio, il responsabile dell'Office of Management and Budget (Omb) della Casa Bianca che dovrà invece raccomandare il taglio degli sprechi e dei costi non strettamente necessari. Sarà il 40enne Peter Orszag, già alla guida dell'ufficio di bilancio del Congresso, coadiuvato dal vice Robert Nabors. Sia Orszag che Nabors sono veterani della precedente amministrazione democratica di Bill Clinton. Soprattutto, però, vantano fama di "falchi" fiscali e dalle poltrone dell'Omb avranno il compito di preparare ogni anno la proposta di bilancio che il presidente presenta al parlamento.
Le nomine economiche non sono le uniche al centro dell'attenzione. Ieri si sono rincorse le voci sugli incarichi al Pentagono e nella sicurezza nazionale: alla Difesa è ormai certa la conferma per almeno un anno del repubblicano Robert Gates. Il National security council potrebbe essere teatro di una scelta forte: a guidarlo invece di Jim Steinberg, veterano degli anni di Clinton, potrebbe arrivare il 65enne generale in pensione ed ex comandante delle forze Nato James Jones. Steinberg potrebbe diventare vicesegretario di Stato sotto Hillary Clinton scalzando un altro candidato di punta, l'ex ambasciatore Richard Holbrooke. Susan Rice sarà ambasciatore all'Onu e l'ammiraglio Dennis Blair è favorito quale direttore nazionale dei servizi di intelligence.
Su tutto, però, ha continuato a dominare la sfida economica. Obama ha usato toni duri per descrivere l'enormità della missione che spetterà a Orszag. «In questi tempi difficili - ha detto - facciamo i conti sia con deficit in rialzo sia con un'economia che affonda. La riforma del budget non è un'opzione, è un imperativo». Ancora: «Non possiamo sostenere un sistema che soffre di un'emorragia di miliardi di dollari in soldi dei contribuenti e finanzia programmi ormai obsoleti».
Il presidente eletto, nel presentare lunedì il suo Segretario al Tesoro Tim Geithner e il superconsigliere Larry Summers, aveva messo in chiaro che la prima inizativa della sua amministrazione sarà un grande piano di rilancio dell'economia, forse tra i 500 e i 700 miliardi di dollari nel prossimo biennio. Nuovi dati hanno mostrato ieri la gravità della crisi: il prodotto interno lordo si è contratto dello 0,5% nel terzo trimestre dell'anno, invece che dello 0,3% inizialmente stimato.
Se lo stimolo è urgente, tuttavia, anche l'austerità fiscale è una priorità. Le stesse iniziative di sostegno alla crescita saranno oggetto di analisi accurate: «Dobbiamo essere sicuri che gli investimenti siano saggi – ha detto Obama – che non stiamo sprecando fondi». Lo sforzo di rigore nel bilancio, in seguito, dovrà diventare permanente: «Non appena la ripresa sarà in carreggiata – ha promesso – dovremo orchestrare un piano di lungo periodo per ridurre il deficit strutturale e non lasciare una montagna di debiti in eredità alla prossima generazione». Fin da subito, ha continuato, occorrerà setacciare «riga per riga» i piani di budget, «decidere tagli e compiere sacrifici».
Obama ha dato un esempio degli sprechi: oltre 2.700 milionari hanno ricevuto sussidi agricoli tra il 2003 e il 2007. L'emergenza è aggravata da conti pubblici che stanno già esplodendo: il deficit è stato di 134 miliardi di dollari in ottobre e potrebbe superare i mille miliardi nell'anno fiscale 2009, dopo aver archiviato il 2008 con un passivo di 455 miliardi. Orszag, agli occhi di Obama, ha le carte in regola per aiutarlo nella campagna di rigore fiscale. Ha lanciato ripetuti allarmi sulla serietà del disavanzo pubblico e sulla necessità di ridurre i costi, ad esempio a colpi di riforme del sistema sanitario. «Sa in quali armadi sono nascosti gli scheletri», ha detto Obama. Orszag e Nabors, prelevato dallo staff della Commissione Stanziamenti della Camera, sono discepoli di Robert Rubin: entrambi condivisero la battaglia del Segretario al Tesoro di Bill Clinton per il pareggio del bilancio.

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