ILSOLE24ORE.COM > Notizie Mondo ARCHIVIO

Morto l'imam di Al Azhar Tantawi, la più alta autorità dell'islam sunnita

di Massimo Donaddio

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
10 marzo 2010
Morto l'imam di Al Azhar Tantawi, la più alta autorità dell'islam sunnita (Epa)


È morto per un attacco cardiaco proprio prima di imbarcarsi sul volo che lo avrebbe dovuto riportare in Egitto dall'Arabia Saudita il grande imam dell'Università Al Azhar del Cairo, principale centro teologico - per storia e tradizione - del mondo musulmano di matrice sunnita. Mohamed Sayed Tantawi, 81 anni, ricopriva dal 1996 la carica di imam di Al Azhar e si trovava a Riad per una visita di due giorni, nel corso della quale aveva partecipato alla consegna del premio internazionale Re Feisal per il servizio all'islam, assegnato quest' anno al primo ministro turco, Recep Tayyp Erdogan, e al presidente del Montenegro, Filip Vujanovic.

La guida teologica dell'Università del Cairo dovrebbe essere assunta temporaneamente dal vice di Tantawi, Mohamed Wasel, in attesache il presidente egiziano, Hosni Mubarak, nomini un successore. Fondata nell'anno 970, l'Università coranica Al-Azhar (che significa "la fiorita") è il più antico istituto accademico religioso del mondo islamico e sorge nella moschea costruita da Jawhar (condottiero arabo di origine siciliana dell'armata dei Fatimidi), ma ha altre sedi al Cairo e nelle città vicine con quasi 400mila studenti.

L'università è nota e spesso citata anche all'estero per i suoi pareri (fatwe) sulle principali questioni riguardanti l'islam, dal terrorismo all'omosessualità, per fare solo qualche esempio.
Negli ultimi anni alcune scelte moderate di Tantawi, come il no alla circoncisione femminile o quella di vietare alle donne di indossare il velo integrale nelle scuole femminili dell'Università, erano state contestate dalle frange più conservatrici della società egiziana. L'imam era anche accusato di essere eccessivamente asservito al regime dal quale era stato nominato.

Lo descrive come un teologo a cavallo tra neoconservatorismo e piccole aperture il professor Khaled Fouad Allam, socioloogo ed esperto del mondo islamico. Una figura che, malgrado avesse fama di moderato nel mondo occidentale, non si sarebbe molto distinta per un contributo al superamento della crisi dell'islam contemporaneo. «Le università del mondo islamico hanno smesso da tempo - almeno da 30 anni - di essere centri propulsivi per l'innovazione e la crescita culturale dei paesi nei quali sono collocate», precisa Fouad Allam. «Il loro scopo è diventato sempre più quello di esercitare un ferreo controllo sulla società civile. La via del cambiamento per il pensiero islamico vanno ricercate altrove, tra i pensatori musulmani che vivono e lavorano in Europa o negli Stati Uniti». Lo studioso di origine algerina ridimensiona, tuttavia, il ruolo di preminenza dell'imam di Al Azhar nell'ambito della diffusione del pensiero islamico; giudizio condiviso - ed estremizzato - anche dal giornalista Carlo Panella, che al mondo musulmano ha dedicato inchieste e numerosi libri: «L'influenza dell'università del Cairo è sopravvalutata in Occidente. Le vere centrali di diffusione del pensiero islamico sono le diffuse moschee fondamentaliste di matrice wahabita».

Panella ritiene, in verità, che Tantawi non sia stato altro che un fedele custode delle concezioni più ortodosse dell'islam e, di fatto, un importante collaboratore del presidente egiziano Mubarak. «Tantawi è stato corteggiato dalla Chiesa - prosegue il giornalista - che voleva sollecitarlo al dialogo, ma si è sempre rifiutato di condannare le pesanti discriminazioni e gli attacchi ai cristiani. Inoltre ha preso le distanze dal terrorismo solo quando questo si rivolgeva contro i paesi islamici o nel caso eclatante dell'11 settembre, ma non ha mai condannato, ad esempio, gli attentati ai civili ebrei». La vera responsabilità dell'imam di Al Azhar, secondo Panella, resta quella di aver fatto nulla per promuovere la libertà di pensiero, il vero tallone d'Achille del mondo musulmano fondamentalista: «Nulla è stato fatto per consentire ai musulmani di poter eventualmente convertirsi e cambiare religione. Continuano a rischiare il carcere o la condanna a morte. L'Occidente si deve sensibilizzare non tanto nei confronti del problema della reciprocità del culto, quanto su quello della libertà di pensiero».

10 marzo 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.
 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
8 maggio 2010
8 maggio 2010
 
Scene dal Pacifico
La storia per immagini dei magazzini Harrods
Il giorno del mistero a Wall Street
Elezioni inglesi / Chi ha fatto centro? La vignetta di Stephff
Election day
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-