Le incognite della ripresa economica in atto, insieme allo stato di avanzamento della riforma del sistema finanziario e alla proposta del Fondo Monetario Internazionale di tassare le banche per coprire i costi di un'eventuale nuova tempesta sono al centro del vertice dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali del G20 che si incontreranno oggi a Washington, con sul tavolo anche il nodo degli squilibri valutari e della situazione greca.

A rappresentare l'Italia saranno il ministro dell'economia Giulio Tremonti e il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, presente anche in qualità di numero uno del Financial Stability Board.
L'incontro avviene all'indomani della cena informale dei ministri finanziari del G7: una formazione quest'ultima il cui status sta perdendo peso a favore del più ampio raggruppamento dei Venti, che include anche le principali potenze emergenti del pianeta.
Il dibattito si preannuncia particolarmente acceso soprattutto sulla proposta del Fmi, una bozza di 57 pagine che arriverà alla forma finale in tempo per il G20 di luglio in Canada: se gli Stati Uniti e vari paesi europei hanno accolto con favore le idee avanzate dall'istituto di Washington, alcuni governi, tra cui quello canadese, hanno opposto resistenza bollando la regolamentazione come "eccessiva".

Il direttore del Fmi Dominique Strauss-Kahn alla luce di tali contrasti ha affermato l'importanza di un movimento comune di tutti i Paesi del gruppo nella stessa direzione di riforma delle regolamentazioni allo scopo di raggiungere l'obiettivo di eliminare quei comportamenti delle banche che hanno innescato l'ultima crisi. "La nostra principale preoccupazione - ha detto - è che tutti lavorino insieme per mantenere l'impulso alla cooperazione".
Tra le questioni in discussione ci sarà anche la situazione economica globale e la lenta ripresa, alla luce dell'allarme lanciato mercoledì dal Fmi, secondo cui "i problemi di liquidità e solvibilità della Grecia potrebbe trasformarsi una contagiosa crisi del debito sovrano" se i paesi avanzati non metteranno a punto piani credibili per rimettere a posto i propri conti. Su questo punto nella giornata di ieri Strauss Kahn ha usato toni particolarmente stringenti, sollecitando i Paesi del G20 a mettere in atto misure per riequilibrare l'economia mondiale in modo che gli enormi avanzi commerciali come quello della Cina e i corrispondenti deficit di altri Paesi non tronchino la ripresa.

I tassi di cambio, in particolare l'apprezzamento dello yuan e la necessità di correggere gli squilibri globali, come il deficit in continua crescita degli Stati Uniti, saranno anch'essi sul tavolo dei Venti. Il direttore del Fmi ha spiegato che anche se è nell'interesse della Cina di far rivalutare la sua moneta, tale cambiamento non potrà avvenire rapidamente. La previsione è dunque che il Paese del Dragone "preveda nel tempo una certa rivalutazione della sua moneta".
Sul vertice incombe, infine, il pericoloso dipanarsi della crisi greca all'indomani della 'doppia tegola' in testa al governo di Atene, sempre più nel mirino dei mercati a causa delle difficoltà sui conti pubblici. Eurostat ha nuovamente rivisto in peggio le stime sul deficit di bilancio del paese sul 2009, e avvertito che potrebbe subire altri ritocchi, mentre Moody's ha nuovamente declassato il rating che assegna ai suoi titoli di Stato, anche in questo caso avvertendo di possibili altri peggioramenti con cui la Grecia perderebbe l'ultima 'A' che vanta sui voti delle agenzie. Atene ha assicurato che questo non modifica la portata del risanamento programmato su quest'anno, ma la vicenda ha esacerbato le tensioni che da giorni si sono riaccese sui titoli di Stato del paese, e che si riflettono nei forti rendimenti che devono offrire. Strauss Kahn ieri non ha nascosto la sua preoccupazione: "E' chiaro - ha detto - che la situazione greca è molto seria e che non esiste un solo modo e nessuna 'pallottola d'argento' per risolverla". Sabato è previsto, sempre qui a Washington, un suo incontro con il ministro delle finanze greco George Papaconstantinou.

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