Il Sole 24 Ore
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1 maggio 2010

Dalla domotica al design
il made in Italy in vetrina

di Marco Alfieri

C'è il gruppo Permasteelisa che ha realizzato l'installazione dell'involucro architettonico del Padiglione italiano all'Expo di Shanghai. Insieme a Metra che ha fornito i sistemi in alluminio per facciata, copertura e porte e insieme a GranitiFiandre che ha posato pavimenti e rivestimenti. ìGuzzini si è invece occupato del progetto di illuminazione. Vimar, i campioni della domotica, degli interruttori. Sispa dei sistemi antincendio. Tecno di ascensori e scale mobili. Climaveneta del condizionamento. Il Gruppo Aturia della pressurizzazione. Elco dei pannelli solari. Prysmian dei cavi elettrici. Uniflair della refrigerazione e Labiotest della deodorizzazione dell'edificio.

Poi ci sono i materiali. Hilti e Sika si sono occupati di perforazioni, demolizioni, misurazioni e edilizia professionale. Mapei ha fornito prodotti per la realizzazione di massetti, finiture murali, adesivi e fugature per la posa. Italcementi l'avveniristico cemento trasparente, grazie all'i.light, il nuovo prodotto che garantisce trasparenza miscelando appunto cemento e additivi. L'effetto interno è simile alle tapparelle: raggi di luce filtrati e riflessi da ben 3.774 pannelli.

Anche negli arredi si è puntato sull'eccellenza del made in Italy. Tavoli, sedute, poltrone e interni delle varie sale affidati a Mascagni, Poltrona Frau, Faram, Matteo Grassi, Portalp, Cisa, Zucchetti, Ceramica Globo, Ucs e Calligaris, che fornirà oltre 500 sedie modello Alchemia, trasparenti e nere. Passando per le circa 400 hostess eleganti nelle nuove divise Prada. Il tutto impacchettato da Otimi, lo spedizioniere ufficiale del Padiglione tricolore. E coordinato da Fiera Milano, che ha fatto da arranger tra le regioni italiane che avranno un piano tutto per loro, e dalla Triennale di Milano, che ha curato il concept e l'allestimento della mostra permanente sulle eccellenze italiane. Si parte subito da oggi a metà maggio con l'arte di creare una scarpa. In un'atmosfera tra pop e surreale, due esemplari tipici del design Ferragamo – la Zeppa multicolore, creata per Judy Garland nel 1938, in formato gigante e una composizione caleidoscopica di scarpe Vara – delimiteranno la teca di cristallo che accoglierà i due "maestri calzolai" al lavoro.

Insomma una presenza italiana in Cina segnata dal protagonismo di medie imprese e multinazionali tascabili (quelle citate e altre ancora), più che da quei pochi campioni nazionali rimasti attivi nel Belpaese. La filosofia impostata dal commissario governativo per l'Expo di Shangai 2010, Beniamino Quintieri, è evidente. Ogni pezzo di edificio, ogni suo interno, ogni colore, ogni prodotto esposto, deve richiamare l'eccellenza tricolore all'insegna di innovazione, arte, tradizione, ecologia e capitale sociale, cioè il tesoro di quella «Italia delle città» che poi è l'installazione multimediale dell'Ice concepita dal regista gallese Peter Greenaway.

«La città dell'uomo – vivere all'italiana» è invece il "titolo" ufficiale del padiglione italiano che verrà inaugurato stamattina dal ministro per l'ambiente Stefania Prestigiacomo. Progettato dall'architetto Giampaolo Imbrighi, con i suoi oltre 3.600 mq espositivi, è uno dei più grandi della kermesse di Shanghai. Vera e propria casa a disposizione di tutte quelle imprese che vorranno farsi conoscere dallo sterminato mercato cinese. Ovviamente nel rispetto del tema di questo Expo, «Better City better life», il Padiglione è pensato come una "macchina" dal particolare funzionamento bioclimatico, con l'obiettivo di un significativo risparmio energetico grazie all'uso di materiali innovativi.

Ma sarà la nostra cultura d'impresa il filo conduttore di casa Italia, delle mostre, delle esposizioni e dei workshop che si alterneranno per sei mesi nella megalopoli cinese. Già nella prima sala, ad attendere i visitatori, troneggia una Isotta Fraschini insieme ad una Ferrari Vettura laboratorio Ibrida 599 HY-KERS (la casa di Maranello, per l'occasione, lancia il suo sito anche in lingua cinese), a scarpe avveniristiche e opere contemporanee. Da questa sala si entra in quella dell'artigianato, dove artisti sapienti, dal vivo, mostreranno le lavorazioni italiane, dalle scarpe ai violini. C'è poi lo spazio dell'industria, dove i migliori prodotti tecnologici diventano istallazioni artistiche, e la sala dell'agroalimentare, dove un olivo si innalza verso un soffitto fatto di grano e papaveri, una sorta di pavimento rovesciato. A piano terra, infine, ci sarà una sala dedicata a Milano 2015, il prossimo Expo. Dopo quello gigantista, e inarrivabile, di Shanghai…

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