Platini eletto presidente Uefa: «Voglio guarire il mondo del calcio»

di Lara Vecchio

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26 gennaio 2007



«Voglio guarire il calcio, non abbiate paura di me». Un gioco prima che un prodotto, uno sport prima che uno marchio, uno spettacolo prima che un business. Questo deve tornare ad essere il calcio per Michel Platini, che lascia da parte la sua ironia, e la spocchia tutta francese che lo ha contraddistinto e fatto amare o odiare, in maniera viscerale, nel corso della sua carriera.
Da oggi Le Roi è il nuovo numero 1 dell'Uefa avendo scalzato, ai voti, il presidente uscente Johansson e si presenta, almeno nei primi minuti post elezione, con immutata sicurezza nei propri mezzi ma mostrando una grande disponibilita’ al dialogo.

Un’eredità pesante da raccogliere, quella dell’uomo che ha creato la Champions League, rimasto saldamente in carica dal 1990 ad oggi. Ma Platini ce l’ha fatta al primo scrutinio con 27 voti contro i 23 di Johansson e le 2 schede nulle. Ha percorso molta strada il numero dieci bianconero…dal Paris St Etienne alla Juventus. Dai successi sul campo a quelli da dirigente e organizzatore dei mondiali di Francia. Una carriera politica che non avrebbe potuto fermarsi prima di questa nuova sfida, che «l’uomo che non deve chiedere mai» era sicuro di vincere a mani basse.


L’uomo che fece innamorare Gianni Agnelli comincia oggi la sua battaglia contro l’oligarchia del calcio. Si trasforma in un novello Robin Hood e vuole un calcio più democratico, allargato, a cominciare proprio dalla manifestazione piu’ prestigiosa, la Champions League. Anche le federazioni con meno visibilità avranno l’occasione di godere di una ridistribuzione delle risorse.

Ora, fatti salvi i sani principi di correttezza e buona fede, se l’Italia si e’ lamentata negli ultimi anni di non avere grandi appoggi e peso politico in Europa, oggi non si trova certo nella condizione migliore. Negli ultimi anni Platini non ha lesinato critiche al calcio italiano e ai suoi protagonisti piu’ illustri. Le critiche al Pallone d'Oro conquistato da Cannavaro e quelle piu’ in generale alla nazionale di Lippi prima della spedizione in Germania non sono certo un segno distintivo di grande feeling e simpatia. E le preferenze espresse da Luca Pancalli nei confronti di Johansson potrebbero non aiutare. Ma Le Roi promette uniformita’ di trattamento anche per le federazioni che non gli hanno accordato il voto. E dal canto suo il commissario federale italiano si e’ detto comunque felice dell’elezione del francese e dell’ultimo colloquio avuto con lui prima del voto di Duesseldorf.

Mano tesa a tutti, a pertire dal grande sconfitto Johansson, al quale subito dopo lo spoglio dei voti, ha proposto la carica di presidente d'onore della Uefa per poter lavorare insieme.

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