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Cruyff compie 60 anni: il video tributo per il Tulipano Volante

M. Do.

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24 aprile 2007

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«Quando si fa menzione al numero 14 ci si riferisce a Johan Cruyff. Per questo motivo abbiamo deciso di ritirare la maglia numero 14 in omaggio ad un giocatore unico». Così il presidente dell'Ajax, John Jaakke , ha annunciato di voler dare lustro al grande campione olandese che mercoledì 25 aprile compie 60 anni. Era considerato il "Pelè bianco", il giocatore con più talento, anche se non è riuscito a vincere nessun titolo con la propria nazionale. Tanti i successi a livello di club e personali per il campione olandese, che vinse per tre volte il "Pallone d'oro" (1971, 1973 e 1974), ma nessun titolo con gli Orange, solo un secondo posto nel 1974 quando l'Olanda perse in finale con la Germania. Cruyff e l'Olanda sprecarono un'occasione unica e dopo le polemiche legate allo scarso impegno in quella finale Cruyff decise di smettere con la nazionale. L'ultima delle sue 48 partite a livello internazionale con gli Orange la disputò il 26 ottobre del 1977, con una vittoria per 1-0 sul Belgio. Il tentativo del tecnico Ernst Happel di convincere la sua stella a partecipare al Mondiale di Argentina '78 risultò vano.

Cruyff entrò a far parte del settore giovanile dell'Ajax a dodici anni, debuttando in prima squadra nel 1964. Nel ruolo di mezzala, tra il 1965 e il 1973, vinse con i lancieri 5 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, una Coppa intercontinentale e 2 Supercoppe europee. Dal 1973 al 1978 vestì la maglia del Barcellona, con cui vinse un campionato spagnolo. Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta giocò in America nel neonato campionato statunitense. Ritornò poi in Spagna, stavolta nel Levante, e chiuse la carriera in Olanda, prima di nuovo con l'Ajax e poi con il Feyenoord (1984). Al termine della sua carriera da giocatore, Cruijff divenne allenatore, guidando l'Ajax dal 1985 al 1987 e il Barcellona dal 1987 al 1996. Con gli spagnoli vinse quattro scudetti, una Coppa dei Campioni ed una Coppa delle Coppe. Si ritirò dal mondo del calcio nel 1997, a causa di seri problemi di salute legati al cuore.

Il momento decisivo della vita di Cruyff arriva il 26 febbraio del 1991. Al ritorno da una partita della Liga spagnola a Valladolid, l'allenatore del Barcellona ebbe un malore: mal di stomaco, sudori freddi e dolori alle braccia. Fu portato urgentemente in ospedale e solo grazie ad un rapido intervento si evitò un infarto. Ne seguì un'operazione di bypass. Sua moglie Danny, le due figlie e il figlio Jordi che giocò anche nel Barcellona, lo aiutarono a superare la grave crisi. Il fenomeno del pallone decise poi di creare la Fondazione Cruyff per bambini malati e paralizzati, fondando anche un' Universitá che porta il suo nome.

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