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Calcio, la Fifa punisce il Chelsea: mercato bloccato per un anno

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3 settembre 2009
Foto tratta dal sito  chelsea.fc


Chelsea senza mercato fino al 2011: è questa la conseguenza più grave della sentenza emessa dalla Fifa ai danni della società londinese, rea di irregolarità nel tesseramento di un giovanissimo calciatore. L'incidente risale all'estate del 2007 quando i responsabili del mercato dei blues, Peter Kenyon e Frank Arnesen, hanno «indotto» il giovanissimo Gaael Kakuta, attaccante francese classe '91, a rompere con la sua squadra di allora, il Lens. Uno dei tanti casi di campioni in erba strappati dai club inglesi, come accaduto anche nel triangolo Federico Macheda-Lazio-Manchester United. In questo caso però sembra che la società di Stamford Bridge abbia forzato la mano, senza riconoscere neppure il minimo indennizzo previsto dalle norme Fifa ai francesi.

Lo scorso luglio Kakuta, divenuto nel frattempo uno dei punti fermi tra le riserve dei Blues con 12 gol in 24 partite fin dalla sua prima stagione inglese, ha sottoscritto il suo primo contratto da professionista e puntuale è giunto il reclamo del Lens. La Camera di risoluzione delle controversie della Fifa ha dunque sancito le irregolarità commesse dal Chelsea che oltre ad una minima pena pecuniaria non potrà operare sul mercato per le prossime due sessioni: nè in gennaio nè la prossima estate. Una vera stangata anche perchè il Chelsea - nel prossimo gennaio per un mese - perderà quattro pedine importanti (Didier Drogba, Obi Mikel, Michael Essien e Salomon Kalou), impegnati con le rispettive nazionali in Coppa d'Africa.

Carlo Ancelotti, che quest'estate si è dovuto «accontentare» dell'arrivo del solo Yuri Zhirkov, aveva avuto rassicurazioni sul pronto intervento della società in caso di necessità. Ora viceversa dovrà accontentarsi e ottimizzare la sua attuale rosa, non solo per questo campionato ma anche per il prossimo. Una sfida in più per una squadra che peraltro ha cominciato la stagione nel migliore dei modi, con quattro vittorie in altrettante uscite (primo posto in Premier League in coabitazione con il Tottenham).

Un epilogo clamoroso, destinato a fare letteratura giuridica, che è stato accolto con soddisfazione dal presidente del Lens Gervais Martel: «Si tratta di una sentenza attesa, e importante non tanto economicamente ma per il messaggio che trasmette. Il Chelsea ha mantenuto un comportamento inaccettabile facendo pressioni su un giovane che non aveva ancora compiuto 16 anni e che era tesserato per il Lens dall'età di otto». Per il momento il Chelsea, che ha tempo due settimane per presentare appello, ha preferito non commentare ufficialmente la sentenza ma un portavoce ha fatto sapere che al più presto verranno lette le carte per studiare la linea difensiva.

3 settembre 2009
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