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Cellino non ce la fa: il West Ham
a Sullivan e Gold

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19 gennaio 2010


Niente da fare per Massimo Cellino. Il presidente del Cagliari sembrava a un passo dal West Ham, ma il club londinese da questa notte è di David Sullivan e David Gold, ex proprietari del Birmingham. Lo ha scritto oggi la stampa inglese, in particolare l'edizione on-line del «Daily Mail», il «Guardian» e il «Telegraph» e il club londinese ha confermato il buon esito dell'operazione. Per il momento Sullivan e Gold hanno rilevato solo il 50% del pacchetto azionario, per un valore che si aggira sui 55 milioni di euro, ma hanno ottenuto anche un'opzione per acquistare più avanti la restante metà. La loro proposta è stata ritenuta la più vantaggiosa dall'attuale proprietà, la finanziaria islandese CB Holding, soprattutto dopo che nella notte era uscito di scena Tony Fernandes, capo della scuderia di Formuna 1 Lotus. Sullivan e Gold, che lo scorso novembre hanno venduto il Birmingham City al milionario di Hong Kong Carson Yeung, da mesi corteggiavano il club di Boleyn Ground.
Deluso, invece, Massimo Cellino ,che anche durante l'ultimo fine settimana aveva espresso la sua fiducia per un esito positivo della trattativa per l'acquisto del club. Secondo le prime dichiarazioni dei nuovi proprietari, che in sette anni vogliono arrivare in Champions League, almeno fino al termine della stagione Gianfranco Zola resterà in panchina. Annunciato anche un intervento sul mercato: i primi obiettivi sarebbero Benjani del Manchester City e Eidur Gudjohnsen del Monaco. Il West Ham è terzultimo in classifica in Premier League con 19 punti, in coabitazione con Wolverhampton e Hull. Il patron del Cagliari, che aveva cullato il sogno di essere il primo presidente italiano a sbarcare in Premier League, deve così rinunciare. «Era tutto pronto - confessa con amarezza Cellino - avevo le carte in regola per acquisire il 100% della società e invece stamattina, quando sono arrivato a Londra, ho saputo che avevano deciso di vendere ad altri che stavano trattando da otto mesi e che poi hanno preso solo il 50 per cento. Io avrei anche pagato tutti i debiti ed ero pronto a fare importanti acquisti. Credo che l'Inghilterra non mi abbia voluto».

19 gennaio 2010
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