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Alla Maddalena parte la gara tra le dieci vele più forti del mondo

di Antonio Vettese

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22 Maggio 2010

Si comincia: alle dieci del mattino di sabato il Comitato di regata alzerà le bandiere che segnano l'inizio della prima prova del Louis Vuitton Trophy La Maddalena, che si annuncia come una delle più grandi manifestazioni di vela del panorama internazionale. Il maestrale che ha soffiato forte nei giorni scorsi si è attenuato e questa sera ci sarà la cerimonia di apertura con l'alzabandiera e il sorteggio che assegna i turni di regata.

In acqua ci sono i dieci team più forti del mondo: il recente vincitore della Coppa America BMW Oracle di fronte al Challenger of Record Mascalzone Latino Audi Team, che è anche host team dell'evento. Azzurra e Luna Rossa, nomi che suscitano emozione per le loro avventure passate. E poi Aleph, All4One, Artemis, Emirates Team New Zealand, Team Origin, Synergy. Le regate proseguiranno per due settimane di vela intensa e al massimo livello, match race su un percorso breve che valorizza soprattutto le abilità degli equipaggi in partenza e durante le manovre. Per le regate sono utilizzate quattro barche costruite secondo la regola ACC, due sono fornite da BMW Oracle Racing e due da Mascalzone Latino. Racconta Bruno Troublé, uno degli inventori della manifestazione: «Il Louis Vuitton Trophy sta diventando un po' l'anticamera, il preambolo ideale dell'America's Cup. Anche sul piano sportivo è il miglior modo, per gli equipaggi, di battersi ad armi pari. E sono soddisfatto per il luogo dove mi trovo. Da Nizza il Trophy è cresciuto, abbiamo team fortissimi, è arrivato BMW Oracle Racing. I dieci team hanno le stesse possibilità di vincere e le barche sono equalizzate alla perfezione».

Vincenzo Onorato, uomo di mare prima di ogni altra definizione, è il presidente di Mascalzone Latino Audi Team, che a La Maddalena è la squadra ospitante: «La prima volta che ho visto l'Arsenale ero ragazzo ed è stata mia l'idea di portare qui le regate, la naturale evoluzione del luogo dopo l'impiego militare. E' una grande emozione incontrare Defender e gli altri team. Con la prospettiva della Coppa America di cui siamo Challenger of Record questi eventi devono servire per selezionare l'equipaggio, amalgamare le individualità, creare la squadra». Onorato si esprime anche sul futuro del porto realizzato nel vecchio Arsenale: «Continuo a dire di guardarsi attorno: questo sarà il più bel porto del nord della Sardegna, destinato ad accogliere settecento barche». Che stando alle statistiche divulgate dall'associazione di settore UCINA valgono almeno 100 posti di lavoro: si oscilla infatti da un posto ogni dieci posti barca a uno ogni quattro, secondo la taglia e il contesto. Per La Maddalena dopo la partenza degli americani una grande occasione. A finalizzare la conversione, dopo i lavori parzialmente completati per il G8, sarà Mita che ha pianificato un investimento complessivo di 75 milioni di euro che riguarda il porto e strutture alberghiere a terra.

Numeri che sono stati dimenticati nelle recenti polemiche politiche che hanno acceso il panorama regionale: i fondi per il Louis Vuitton Trophy sarebbero stati distolti dalla bonifica del Sulcis, zona depressa da sempre. La regione per far partire l'evento ha preso una parte di quei soldi, un fondo che dovrebbe essere di circa 25 milioni, per far partire le regate dopo il no della Corte dei Conti. Con tutti i team a La Maddalena era difficile dire «abbiamo scherzato». Forse, visto che si parla di una cifra tutto sommato ridicola per una regione, 2,3 milioni di euro per una manifestazione che ne vale 4,5 e che è alimentata dall'associazione WSTA, da Louis Vuitton e altri sponsor e fornitori, la regione poteva attingere a sorgenti meno "discutibili". Resta il fatto che dopo la fregatura presa con il G8 all'isola fa bene tornare alla vita con un evento di questo calibro. Forse tra qualche giorno, immersi nell'azione, queste polemiche saranno dimenticate.

22 Maggio 2010
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