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Esplode la banda larga low cost

di Giuseppe Caravita

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7 giugno 2007


Internet nell'aria. Un po' ovunque. Oltre 400 città, tra Usa, Europa e Asia, oggi stanno costruendo le MuniWireless. E in Italia sono già attive reti a Roma, Torino, Reggio Emilia, Trento e Bologna. E presto si aggiungeranno Firenze e Milano.
La tecnologia è consolidata. Il Wi-fi, con le sue scatolette di accesso al costo di 20-40 euro e direttamente installabili sui lampioni. La Muniwireless è una banda larga a basso costo, replicabile in migliaia di punti, sia connessi alla rete fissa o anche capaci di estendersi da sé, attraverso il software Mesh, che rende i punti Wi-fi nodi capaci di replicarsi i segnali. Il maggior fermento è negli Usa. Qui le iniziative in corso sono oltre trecento e vedono due modelli emergenti. Quello municipale e quello privato gratuito ma finanziato dalla pubblicità. Wireless Philadelphia è l'esempio del primo tipo. Tre anni fa il Comune avviava un contratto con un gestore, Heartlink, per la diffusione della rete, su oltre duemila punti di accesso, all'intera città, per 350 chilometri quadrati. Oggi una società non profit, Wireless Philadelphia, vende abbonamenti per 20 dollari mensili (circa la metà di un Dsl Usa a rete fissa) ma per le famiglie meno abbienti il prezzo è dimezzato. Turisti e visitatori, inoltre, hanno accessi temporanei gratuiti.
L'altro approccio è quello di Google, di MetroFi e di Microsoft. Il re dei motori di ricerca è stato il primo, nell'agosto scorso, ad avviare a Mountain View una rete di 380 punti di accesso per i 72mila abitanti della cittadina della Silicon Valley. Ora, insieme a Earthlink, sta avviandone un'altra a San Francisco su un doppio livello. Fino a velocità di 300 chilobit al secondo la rete sarà gratis ma veicolerà annunci pubblicitari. Oltre, il servizio sarà a pagamento via Heartlink.
Un modello che MetroFi, internet provider californiano, ha eletto a sua strategia base. L'azienda gestisce reti wi-fi gratuite in sei città Usa, pagate con la pubblicità, e ha stretto un'alleanza con Microsoft per un'iniziativa a Portland con pubblicità a misura di territorio.
Ovvio, se questi esperimenti avranno successo l'integrazione pubblico-privato sulle Muniwireless farà un salto in avanti. I gestori avranno interesse a moltiplicare gli accordi con le municipalità e le seconde ad affidarsi a loro. Come prevede il municipio di Washington, che ha lanciato una gara ai carrier: 8 anni di esclusiva sui servizi a pagamento per i centri direzionali. Contro, però, una rete gratuita estesa anche alle zone povere.
Risultato: nei prossimi quattro anni — stima Esme Vos di Muniwireless.com — negli Usa si investiranno più di 3 miliardi di dollari nelle reti wi-fi cittadine. E per il 60% delle famiglie Usa che ancora navigano via modem «l'idea che un collegamento fino a 300 chilobit gratuito diverrà un luogo comune», osserva l'economista Francesco Sacco».
In Europa la situazione è tuttora piuttosto diversa. «Qui vale ancora un wi-fi caro, che spesso arriva a oltre 10 euro all'ora — nota Vos — soprattutto per il dominio dei carrier su questi servizi». La situazione però sta cambiando. A Parigi, per esempio, oltre 400 punti di accesso già offrono, a turisti e residenti, copertura gratuita. A Barcellona numerose catene alberghiere danno con la stanza wi-fi gratis. E HotSpot Amsterdam conta di sviluppare, entro due anni, un'infrastruttura estesa alla periferia.
Anche in Italia l'elenco è sostanzioso. Roma è partita, attraverso un consorzio misto, nell'agosto 2005, con un primo nucleo di punti accesso gratuiti nei parchi pubblici. Oggi la rete è stata estesa a un buon numero di punti turistici ed entro l'estate coprirà gran parte del centro storico. A Torino un altro consorzio misto prevede entro l'anno, per gli abbonati a TorinoFacile, la navigazione gratuita in molte aree centrali e per gli altri tariffe agevolate. A Bologna invece la rete civica comunale, Iperbole, sta sperimentando una sua estensione wi-fi a 220 punti di accesso nel centro, con sessioni di un'ora gratuite. E Trento e Reggio Emilia dispongono di prime infrastrutture wi-fi aperte ai cittadini. Mentre in numerose aree dove non arrivano i collegamenti via Dsl la tecnologia wi-fi di paese è oggi oggetto di progetti pubblici con un approccio misto: una linea a larga banda fino al Comune e di qui punti wi-fi nelle piazze principali.
Ma queste reti pubbliche spiazzeranno i carrier tlc? «La risposta pare proprio essere negativa — risponde Sacco —. In media, dove nascono queste reti, c'è una promozione netta nei servizi ad alta tecnologia, compresi gli accessi a larga banda fissi. Uno studio dell'economista George Ford su una cinquantina di casi di municipalità Usa, ha misurato come la presenza di reti comunali amplia nettamente il mercato locale dei servizi tlc, oltre il 50 per cento».

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