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Amd cambia pelle: non solo pc

di Luca Figini

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28 febbraio 2008

Amd non è più solo un'azienda "pc oriented". Con questa frase, ripetuta come una sorta di mantra, Giuseppe Amato, direttore tecnico del reparto Sales and Marketing, ha fatto da apripista alle novità strategiche e tecnologiche con cui l'azienda americana si prepara a cambiare pelle. Almeno un po', poggiandosi sulle tecnologie acquisite con l'annessione di Ati e sullo sviluppo di piattaforme, non più di prodotti singoli e processori. Questo è quanto emerge dall'evento CTO Technology Summit che si è tenuto ad Amsterdam e durante cui sono state delineate le direttrici di sviluppo di Amd.
E un diagramma sintetizza come i tempi siano cambiati: una linea obliqua che parte dal mondo dei computer e arriva all'elettronica di consumo, passando per console di gioco, home cinema e mercati emergenti; tutti i settori dove l'azienda di Sunnyvale ha già messo un piede con i processori grafici per flat-Tvin alta definizione, cellulari e Wii. Una chiara ammissione della volontà di allargare il campo d'azione declinando l'esperienza acquisita nel mondo dei pc, peraltro non abbandonanti. Anzi, Amd continuerà a sfornare novità in fatto di Cpu e chip grafici e si prodigherà a estendere queste tecnologie a tutti gli altri comparti di mercato in cui va aumentando la richiesta di potenza di calcolo. Per affrontare questo nuovo mercato trasversale farà leva su alcuni punti fissi: l'utilizzo della tecnologia x86, alla base dei processori moderni, e la riduzione del consumo energetico. Su quest'ultimo punto sono state compiute le ricerche principali, sia per minimizzare ulteriormente la geometria di costruzione delle CPU, sia per trovare nuovi materiali e tecnologie in grado di ridurre la produzione di calore e la dispersione di energia. Questo è un passaggio fondamentale per trasportare all'interno dei dispositivi mobili e della consumer electronics le prestazioni dei chip finora dedicati solo al mondo pc. Sì perché il campo di battaglia principale è ancora quello dei computer, dove il confronto è sempre basato sul raggiungimento delle massime prestazioni.
In questo contesto, l'approccio dell'azienda americana è di due tipi. Da una parte, sulle workstation punterà sulle GP-GPU, acronimo di General Purpose GPU, ovvero processori grafici che puntano su un elevatissimo parallelismo di calcolo (numerosi chip impacchettati in un unico nucleo) che possono essere "prestati" allo svolgimento di compiti diversi. Così si aumentano le prestazioni complessive del sistema, perché la classica CPU sarà affiancata da una o più GP-GPU che all'occorrenza si accolleranno una parte del lavoro. Sui computer tradizionali e sui cellulari arriverà un approccio differente che punta sulla APU (accelerated processing units). Si tratta di una "pacchetto" composto da CPU e da uno o più acceleratori dedicati a compiti specifici. Nel caso del computer, la APU è realizzata da un processore (a sua volta basato su uno, due, tre o quattro core a seconda della potenza) e dalla scheda grafica, quindi due elementi. Per esempio, volendo ipotizzare una configurazione dedicata all'alta definizione, ci sarebbe da aggiungere un chip per sostenere il reparto video al fine di gestire in modo indipendente i codec: la APU è così formata da tre elementi. Sui cellulari saranno quattro i componenti della APU, ovvero processore e chip rispettivamente per connessione alla rete, video e audio. Con questo approccio in stile "Lego", AMD affronta la nuova generazione dello Streaming Computing, ovvero la suddivisione dei compiti tramite il parallelismo di calcolo, al fine di ottenere prestazioni sempre maggiori.
E non si sta parlando di futuro, ma di tecnologie già disponibili. Con meno di duemila dollari si acquista la FireStream 9170, con 320 processori in stream capace di toccare 500 gigaflops, ovvero 500 miliardi di operazioni di calcolo in virgola mobile al secondo. E' il primo esempio di GP-GPU, accompagnata da un kit di sviluppo per trarre vantaggio dalle capacità della scheda. Ma nei prossimi mesi anche le paiattaforme per desktop e notebook seguiranno l'impronta dello Streaming Computing. Per i primi è già disponibile Spider; nella seconda metà dell'anno sarà seguito da Cartwheel e Puma, mentre Swift sarà l'approccio ad APU per i portatili.

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