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Encarta «chiude» ad ottobre: ecco perché finisce un'era

di Gianni Rusconi

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L'autorevole Information Week titola: «Microsoft Encarta Is Web 2.0's Latest Victim». La notizia è la seguente: Microsoft ha annunciato ufficialmente che chiuderà tutti i siti della sua enciclopedia on line entro il 31 ottobre prossimo con l'unica eccezione di quello giapponese, che avrà vita fino al 31 dicembre. A

a partire da giugno non verrà più commercializzato il software.

Finisce quindi l'avventura del prodotto del "sapere" made in Redomond - all'oscuramento dei siti farà pendant l'interruzione dei prodotti venduti in negozio, Microsoft Student ed Encarta Premium – e finisce per colpa di Wikipedia, una delle facce "belle" e di valore (e non solo perché gratuite) della rivoluzione Web 2.0.
Alla domanda che in tanti si saranno fatti "Microsoft, perché?" il gigante del software (che ha giusto annunciato ieri che investirà nove miliardi di dollari nelle attività di ricerca e sviluppo nel 2009, dopo gli 8,1 miliardi spesi l'anno scorso) ha risposto con una nota così: "la categoria delle enciclopedie tradizionali e del materiale cui si riferiscono è cambiato. Oggi le persone cercano e consumano le informazioni in maniera molto differente rispetto a qualche anno fa". Tali giustificazioni, tuonano già molti utenti sui blog, non convincono fino in fondo. O meglio. Il modello di business che ne aveva sancito il successo - Encarta era stata lanciata nel 1993 su Cd-Rom e quindi su Dvd e poi era stata resa disponibile anche su Internet per abbonamento – è sicuramente superato dal fenomeno Wikipedia - lanciata nel 2001, accessibile gratuitamente e continuamente aggiornata dagli internauti – ma parliamo pur sempre di un prodotto targato Microsoft e utilizzato da milioni di persone. A queste a Redmond hanno naturalmente pensato per evitare possibili perdite di immagine allestendo una pagina Web che entra nei dettagli del come e perché Encarta andrà a morire per lasciare spazio a non precisati nuovi sviluppi tecnologici.
Microsoft ammette dunque che le informazioni non vengono più cercate come in passato e per certi versi si issa a vittima di un sistema (quello dei contenuti disponibili on line) di cui essa stessa è fautrice con il suo portale Msn. Sarà che nell'era del Web 2.0 un prodotto come Encarta non ha realisticamente più senso di esistere ma in casa Microsoft devono avere anche fatto di conto e in una fase di crisi generalizzata dei consumi (anche di tecnologia) hanno pensato bene di prendere la forbice e tagliare i rami secchi. Stessa sorte era toccata anche ad altri prodotti meno divulgativi dell'enciclopedia on line, e cioè Windows Live OneCare e il servizio di analisi del Web (ancora in versione beta) Ad Center Analytics. Le risorse, sembra di capire, vanno destinate a progetti ritenuti ben più importanti (per esempio le tecnologie Web legate al search e all'advertising on line) e per i nostalgici di Encarta rimane la consolazione di potersi leggere la descrizione dell'enciclopedia che fu su Wikipedia.

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