Speciali in evidenza
Speciale Smau
Speciale ambiente
Speciale scuola
Speciale Auto
Un anno di rincari
Speciale mutui
Voli low cost
Speciale ETF
Studi di settore
Risparmio energetico
Auto & fisco
Navigatori GPS
Musica Mp3
Guida alle facoltà
Come risparmiare
XV Legislatura
shopping 24

Servizi

Il Sole Mobile

Servizi Ricerca

Cultura e Tempo Libero

ARCHIVIO »
L'adorazione dei magi

20 dicembre 2006

Fontebasso, a Venezia l’arte in una matita

di Annalisa Serpilli

Matita nera, penna, inchiostro bruno, seppia o rossastro e biacca. Sono questi gli strumenti grazie ai quali è nato uno dei gioielli del 1700: “L'album dei disegni” di Francesco Fontebasso ora in mostra al Museo Correr di Venezia. Ma qual è la storia di questo artista a molti sconosciuto?
Fontebasso è uno dei protagonisti della stagione pittorica del Settecento veneziano: fa parte di quei “pittori viaggianti” che – dai Ricci a Pellegrini, da Rosalba a Tiepolo, da Canaletto a Bellotto - assicurano di nuovo all’arte della città un ruolo europeo. Attivissimo frescante, abile decoratore, eccellente pittore, spazia dalle scene di vita quotidiana ai dipinti devozionali, dalle raffigurazioni storiche al ritratto, dimostrando anche nella grafica, grandi capacità e padronanza delle più diverse tecniche. È un disegnatore, particolarmente efficace nei cosiddetti disegni finiti, che raggiungono, grazie anche all’acquerellatura, la compiutezza e l’autonomia di un dipinto. Il momento più felice della sua carriera è quello della grande decorazione, quando, attorno alla metà del secolo grazie anche alla lontananza o alla indisponibilità del Tiepolo, diventa uno dei pittori più richiesti dalla nobiltà veneziana, in un periodo di grande fermento decorativo che sembra voler contrastare il tramonto della Serenissima. Per Francesco le commissioni si susseguono a ritmo incalzante: i Duodo, i Bernardi, i Boldù, i Barbarigo, i Contarini si rivolgono a lui per inscenare gioiose composizioni nei soffitti delle loro dimore e nelle ville di campagna.
Nulla si conosce invece della storia dell’ album in mostra, forse un book per mostrare ai possibili committenti l’abilità dell’artista. Nel 1934 Giuseppe Fiocco e Rodolfo Pallucchini si accorsero del volume nella Libreria Antiquaria Guiraud Frères in rue de Téhéran a Parigi. I fogli «Sono belli e gustosi – scrive Pallucchini incantato dalla maestria di quelle pagine - tra Tiepolo e Ricci, il volume sarebbe di grandissimo interesse per Venezia: sono disegni che altrimenti andranno dispersi a fogli separati. Io ho visto e studiato i disegni: ed ho pensato che sarebbe un dovere che in qualche modo questo complesso fosse assicurato a Venezia».
Grazie a questa segnalazione al direttore Giulio Lorenzetti e al mecenate Vittorio Cini, il prezioso album venne acquisito dal Correr nel 1935.
Si compone di 28 fogli, del tutto simili per misure, tecnica esecutiva e stile. Si tratta di disegni “finiti”, elaborati nella stesura a matita poi ripassata a penna e ombreggiata all’acquarello, con inchiostri bruni, seppia o sanguigna e rifinita con tocchi di biacca. Tutti incentrati su tematiche religiose, non seguono però una narrazione unitaria: quattro fogli sono dedicati a eventi tratti dall’Antico Testamento, tredici a episodi della vita di Cristo e undici a quella di diversi santi. Ciò fa pensare che essi siano nati come una sorta di autopresentazione dell’artista nei confronti di un possibile committente, cui egli abbia inviato degli esempi di cosa avrebbe potuto realizzare in quel campo. L’originaria legatura settecentesca - in cuoio zigrinato con ricca ornamentazione dorata di stile rococò- andò perduta nel 1935, quando i disegni vennero esposti in una delle sale del museo.
La predicazione di san Giovanni BattistaI fogli, di squisita e elaborata fattura, appartengono, secondo l’opinione prevalente della critica, alla produzione pittorica del Fontebasso della metà del Settecento, già intrisa di cultura rococò, come dimostrano i festosi giochi di putti , la presenza di numerosi grandi angeli o di vecchi orientali barbuti di evidente memoria tiepolesca. Incanta osservare la finissima Adorazione dei Magi, uno dei disegni più celebri dell’album Cini. I Magi, Melchiorre, re della Persia, Baldassarre, re dell’India e Gaspare re d’Arabia, sono giunti a Betlemme dopo un lungo viaggio, guidati da una stella cometa, per rendere omaggio al “re dei Giudei nato da poco”, e donargli oro, incenso e mirra. Maria, con il Bambino tra le braccia e Giuseppe accanto a lei, accoglie il regale corteo davanti alla capanna dove Cristo è nato, che si appoggia ai ruderi di un antico tempio classico, ad indicare come il Cristianesimo costituisca contemporaneamente la continuità e il rinnovamento del mondo classico.
Pregevole è “Il serpente di bronzo”, che descrive un episodio dell’Antico Testamento il cui protagonista è Mosè. Gli israeliti, stanchi del peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa, si ribellano e il Signore li punisce inviando nel loro accampamento delle serpi velenose. Pentiti, si rivolgono a Mosé perché interceda per loro presso il Padre Eterno, che gli ordina di far fondere un serpente di bronzo e fissarlo su un alto palo, in modo che le persone morse dai serpenti, alla sua vista, si salvano dalla morte.

Venezia
Museo Correr

Dal 16 dicembre al
A cura di Filippo Pedrocco e Camillo Tonini
Catalogo Marsilio, con contributi di Marina Magrini, Stefania Mason, Filippo Pedrocco, Camillo Tonini.
www.museiciviciveneziani.it



 

Suggerimenti

>Info quotazioni

A richiesta, via sms, la quotazione istantanea e in tempo reale del titolo che ti interessa

>Flash news

Scarica il programma gratuito, e ricevi sul tuo desktop le ultimissime notizie di economia e finanza

News