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Dvd / L'albero di Guernica di Fernando Arrabal

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5 setetmbre 2007


L'albero di Guernica, di Fernando Arrabal, edito in dvd da Rarovideo, è un film che vale la pena di riguardare oggi. Girato nel 1975, quando il franchismo, anche se giunto ai suoi ultimi giorni, gettava ancora una lunga ombra cupa sulla Spagna, è ambientato ai tempi della guerra civile, combattuta quasi quarant'anni prima. La feroce dittatura del caudillo e, in particolar modo, il trauma del conflitto, hanno segnato profondamente l'esistenza dell'autore, che all'epoca aveva solo 4 anni. Il regime, infatti, gli portò via il padre (incarcerato dai falangisti) e, in seguito, lo costrinse all'esilio in Francia.
Il film racconta la storia di Villa Ramiro, un paese che non esiste nella realtà, ma che Arrabal colloca simbolicamente nei pressi di Guernica, teatro del terribile bombardamento compiuto dai nazisti alleati di Franco. L'opera prende il titolo dall'"albero della libertà", una pianta situata proprio nel centro di Guernica, eppure miracolosamente scampata alla devastazione. L'orrenda strage operata dai tedeschi e dai seguaci di Franco spingerà il piccolo villaggio vicino alla cittadina colpita a resistere alla violenza fascista. I protagonisti di questa vicenda, sono un maestro della scuola pubblica, un poeta surrealista di nome Goya, figlio di un ricco proprietario terriero, e Vandale, la contadina/pasionaria interpretata da un'ispirata Mariangela Melato. Ma Villa Ramiro non potrà respingere per sempre gli uomini del generalissimo. Alla fine, sarà costretta a capitolare, come tutta la Spagna, e a subire una repressione durissima.
Girato a Matera, il film si muove sulla linea di confine tra due linguaggi diversi, quello surrealista (congegnale all'autore) e quello documentarista (del quale vengono introdotti alcuni elementi senza che tuttavia prenda mai il sopravvento). A tenerli legati è la passione del regista nel portare sullo schermo queste vicende. Tra immagini, ambientazioni, gesti che sembrano addirittura usciti da una pellicola di Bunuel e maschere di carnevale che paiono prese direttamente da un quadro di Hieronymus Bosh, Arrabal descrive l'agonia della sua Spagna. Per farlo, però, si avvale anche di immagini di repertorio e di ricostruzioni che, se non costituiscono una vera rievocazione documentaria, sono comunque qualche cosa di diverso e di nuovo nella sua filmografia.
Certo, la bellezza dell'opera sta comunque, in gran parte, nel talento visionario del cineasta, che non risparmia allo spettatore scene anche molto forti e dissacranti anche se mai gratuite. La sequenza dei rivoluzionari che sparano al crocefisso, oppure quella che li vede mettere una vanga in mano ad un prete al posto della croce che sta portando, valsero ad Arrabal accuse di blasfemia. Ma l'immagine del clero nella pellicola, in realtà, è funzionale alla rappresentazione del rapporto di alleanza tra Chiesa e franchismo nella guerra civile. A sottolineare questa visione, ci sono anche altri momenti, come per esempio l'inquadratura dei prelati che stendono un lenzuolo con scritto "inquisizione", sul quale un nano va a spalmare del sangue con la mano.
Il film, che dura un'ora e mezza, è tutto giocato su una serie di contrasti. Tra la necrofilia dei falangisti e l'amore per la vita del popolo spagnolo, tra la cultura (alla quale la repubblica riconosce somma importanza) e la violenza cieca dei fascisti, tra la vecchia aristocrazia e i poveri, tra le armi e la poesia.
Su tutto, alla fine, sembrano aleggiare, spia del profondo sentimento di tenerezza di Arrabal verso i suoi rivoluzionari sognatori, le parole poetiche del maestro di scuola pacifista, come fossero un eterno monito inascoltato: "La idee che arrivano sulle ali delle colombe, guidano il mondo".
L'albero di Guernica ( L'arbre de Guernica). Francia/Italia.
Anno: 1975.
Durata: 98'. Colore.
Regia: Fernando Arrabal.
Sceneggiatura: Fernando Arrabal.
Fotografia: Ramon Suarez.
Scenografia: karina Raek, Hachemi Marzouk.
Montaggio: Renzo Lucidi.
Produttore delegato: Ken Legargeant.
Produttore esecutivo: Federico Muller.
Produzione. Gerard Wolf per Lusofrance – Babylone Film (Paris) e CI. Le. Films (Roma).
Cast: Mariangela Melato, Ron Faber, Cosimo Cinieri, Franco Ressel, Rocco Fontana, Mario Novelli, Benito Urago, Cyrille Spiga, Diego Bardòn, Luigi D'Eccelsa, Franco Doria, Salvatore Frnari, Mimmo Imperato, Adriano Cornelli.
Contenuti extra: Intervista a Fernando Arrabal,Intervista a Marco Dott ( saggista e critico letterario), Trailer, Fotogallery. Lingue: Italiano, francese.
Rarovideo, 19, 90 euro.

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