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Tertio Millennio: un festival… divino

di Boris Sollazzo

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6 dicembre 2007
Galina Vishnevskaya, protagonista del dramma ceceno Alexandra

Tertio Millennio è senza dubbio un festival esclusivo. Unica rassegna cinematografica ad avere il patrocinio del Vaticano, unica manifestazione che è riuscita a convincere Aleksander Sokurov ad accompagnare di persona il suo dramma sulla Cecenia Aleksandra, dopo che lo stesso aveva disertato Cannes (per polemica politica contro il documentario antirusso su Litvinenko, che chiuse il festival francese- ndr) e non è sceso neanche a Torino. Un piccolo grande "festival di cinema e spiritualità", che ogni anno, attraverso un convegno e una selezione accurata di titoli, lungometraggi e documentari, affronta un tema riguardante la convivenza civile, politica e soprattutto spirituale del mondo attuale. Arrivati all'11^ edizione (11-16 dicembre 2007, Sala Trevi a Roma), l'ambiziosissimo spunto di riflessione è "Identità e disintegrazione nel mondo contemporaneo". Ad esso verrà dedicato un convegno di due giorni. Special guest sarà, ovviamente, Aleksander Sokurov (già premio Robert Bresson 2007) con una riflessione sulla possibile pace nel conflitto dilaniante russo-ceceno. In viaggio con Gesù, documentario dell’esordiente Sergio BassoCon lui, tra gli altri, il giornalista e già inviato di guerra Paolucci, i critici cinematografici Enrico Magrelli e Carlo Chatrian, il giovanissimo regista di In viaggio con Gesù (selezionato dal festival) Sergio Basso, l'illuminato presidente del Pontificio Consiglio Culturale, Monsignor Giovanni Ravasi. Alla presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni e il presidente della fondazione organizzatrice dell'evento Dario E. Viganò. "Offriremo uno sguardo inedito e multiprospettico sulle relazioni interculturali- ha commentato quest'ultimo- cercando di scorgere la speranza laddove pare in via d'estinzione, come nella martoriata Cecenia o in Libano". E in Afghanistan, in tante altre periferie del mondo e nella storia, tornando ai terribili olocausti dell'ultimo secolo, anche i meno conosciuti e ricordati come quello armeno o argentino. Molti i documentari interessanti, dall'ecopamphlet prodotto da Leonardo Di Caprio (che né anche la voce fuori campo) L'undicesima ora a The devil came on horseback, testimonianza di un marine americano sulla tragedia del Darfur. Suscita curiosità The Shifting City, guida nel quartiere Carmèl di Barcellona del regista iberico Claudio Zuilian (presente al festival come la regista canadese Simone Chichester), commuoverà Piedi per terra, prodotto dal giovane e coraggioso Leone Crescenzi per Shape Studio e diretto da Amanda Sandrelli, che narra del suo struggente viaggio in Malawi alla ricerca del figlio adottato a distanza. Non mancano, infine, i grandi titoli, che interpretano a pieno lo spirito di Tertio Millennio. Amanda Sandrelli, regista e protagonista di Piedi per terra, prodotto da Shape StudioDal particolare all'universale, i drammi privati e familiari di Oltre il fuoco di Susanne Bier con Halle Berry e Benicio Del Toro si alternano al lungometraggio Un cuore grande di Michael Winterbottom, che dopo Bosnia e Guantanamo giunge in Afghanistan per raccontare il sequestro e la decapitazione di Daniel Pearl, inviato del Wall Street Journal, drammatico simbolo e punto di non ritorno dello scontro di civiltà in atto. Scelte, come è evidente, che fanno della spiritualità e della religiosità non un dogma ma un sistema di analisi del mondo, anche attraverso autori "eretici" (non dimentichiamo che Winterbottom ha firmato Nine songs, tra gli altri). "Se è per questo ne cita anche il papa nell'ultima enciclica e io stesso apprezzo Artaud- commenta Mons. Ravasi-. In tempi di scontro tra atei e religiosi arrivato a livelli bassissimi, di sberleffo, i grandi atei del passato hanno da dire molto di più di molti intellettuali attuali. C'era molta più dignità nell'ottocento in cui sistemi realmente alternativi, come religione e marxismo, si confrontavano duramente ma con grandissima dignità, che nel panorama avvilente attuale". E così la soluzione può essere la Settima Arte, molto gradita al raffinato pensatore Ravasi. "L'uomo necessita di rompere i canoni tradizionali, riscriverli attraverso la modernità delle opere classiche: nella vita come nel cinema c'è bisogno di maggiore pluralità e non soffermarsi solo sul monolitismo del pensiero fondamentalista". Parole sante, è proprio il caso di dirlo.

Tertio Millennio, Festival di Cinema e spiritualità
"Identità e disintegrazione nel mondo contemporaneo"

11a edizione
Roma- Sala Trevi 11-16 dicembre

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