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Bette Davis, 100 anni fa nasceva una "stella"

di Marco Barbonaglia

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4 APRILE 2008

George Sanders, Marylin Monroe, Bette Davis e Anne Baxter nel film "Eva contro Eva", regia di Joseph L. Mankiewicz, USA, 1950- Ullstein - Kindermann, 1950 Ullstein Bild / Archivi Alinari"She got Greta Garbo stand off sigh, she's got Bette Davis eyes". Sospira come Greta Garbo, ha gli occhi di Bette Davis, così cantava Kim Carnes all'alba degli anni '80. Il ritornello sullo sguardo della leggendaria attrice americana non bastò a rendere immortale il nome della cantante. Fu, però, sufficiente a proiettare ai vertici delle classifiche di tutto il mondo una canzone dalla melodia accattivante, arrangiata con cura. Forse un po' della magia della vecchia star, alla quale stava rendendo omaggio, si era posata anche su di lei. Dopo tutto, l'ultrasettantenne Bette volle incontrare questa sconosciuta artista. Secondo quanto si racconta, infatti, la sua nipotina non aveva mai immaginato di avere una nonna tanto importante e famosa, fino a quando non ascoltò il brano…
La protagonista della canzone di Kim, che sa sospirare come la Garbo e che ha il viso incorniciato da una chioma simile a quella della "bionda di platino" Jean Harlow, della Davis ha, invece, lo sguardo.
Di meglio non poteva prendere. Quegli occhi sporgenti dalla luce ambigua, capaci di sedurre e confondere, sono la prima cosa che balza alla mente, ripensando all'attrice. Per il resto, d'altra parte, non si può dire che fosse una bomba sexy. Una donna minuta, con i lineamenti del viso irregolari, insomma non bella o, per lo meno, non nel senso convenzionale del termine. Al punto che proprio lei, destinata poi a divenire famosa per le battute sprezzanti rivolte agli altri, è oggetto, all'inizio della carriera, di un celebre commento tagliente di David Warner. Come viatico, al momento di scritturarla, il produttore infatti le confida: " Hai il fascino di Stanlio e Ollio messi insieme, ma ti prendo per il tuo talento". E' il 1932 e la giovane attrice ha appena firmato un contratto di sette anni con la Warner Bros.
Per loro realizzerà alcune delle sue più grandi interpretazioni. Segno che David, in fondo, ha visto giusto, almeno sul talento. Quello che, forse, non ha ancora notato è il terribile carattere del suo ultimo acquisto.
Ambigua, pungente, intrattabile, così diversa dalle altre dive, a Hollywood è un corpo estraneo. In un epoca di bambole dolci, remissive e piene di curve, una donna dalla personalità fortissima e indomabile come lei è quasi un'aliena. Ma sa recitare come poche altre e questo la mette subito sulla strada che la porterà a girare oltre cento film e a vincere due premi oscar.
Ruth Elizabeth Davis, al secolo Bette, deve il suo soprannome alla protagonista di La cugina Betta di Honorè de Balzac, che, come qualcuno farà poi notare, mostra alcuni segni caratteriali comuni a quelli dell'attrice. E' la madre, dopo aver letto il libro, ad incominciare a chiamarla con quel nome che le resterà addosso per tutta la vita. Nata il 5 aprile del 1908 a Lowell, Bette Davis scopre la passione per la recitazione dopo aver studiato per qualche anno danza. Respinta dall' Eva LeGallienne's Manhattan Civic Repertory, sempre per via del suo temperamento, si iscrive alla John Murray Anderson's Dramatic School, dove ha Katharine Hepburne per compagna di studi.
Il primo film con la Warner è The Man Who Played God di John Adolfi. Il successo, però, arriva l'anno seguente con Schiavo d'amore, la pellicola che le offre, per la prima volta, il ruolo di donna perfida e glaciale con il quale sedurrà pubblico e critica di tutto il pianeta. L'Oscar, che le viene negato in questa occasione, non tarda comunque ad arrivare. Nel ‘36 vince il premio con Paura d'amare e, tre anni dopo, bissa l'impresa con Figlia del vento. Quest'ultima pellicola la vede protagonista dopo che il ruolo di Rossella O'Hara, in Via col Vento, era stato affidato a Vivien Leight, invece che a lei.
Lasciata la Warner, Bette non interrompe la straordinaria serie di grandi interpretazioni e, nel 1950, realizza quello che alcuni considerano il suo capolavoro: Eva contro Eva. E' un'altra straordinaria prova di talento. L'attrice quarantacinquenne veste, ora, i panni di una star sul viale del tramonto, alle prese con una giovane collega pronta a rubarle la scena. Il film, che le procura una nuova nomination per l'Oscar e una Palma d'oro a Cannes, corona un decennio costellato di successi. E' un apice, però, che segna anche l'inizio del declino. E. per tutti gli anni cinquanta, Bette parteciperà a pellicole di basso livello, arrivando a rifugiarsi sempre più nel teatro.
Nel 1962, è costretta a constatare, con amara ironia, di essere stata quasi estromessa dal mondo del cinema. Lo fa alla sua maniera, pubblicando una sarcastica inserzione su di una rivista specializzata. "Madre di tre bambini di 10, 11 e 15 anni-scrive- divorziata, americana, trent'anni di esperienza come attrice cinematografica, versatile e più affabile di quanto si dica, cerca impiego stabile a Hollywood. Bette Davis, c/o Martin Baum, Gac. Referenze a richiesta".
La sua carriera sembra ormai giunta al capolinea, invece, anche se lei ancora non lo sa, la rinascita artistica è dietro l'angolo. Nello stesso anno, infatti, viene chiamata ad interpretare Che fine ha fatto Baby Jane?,capolavoro del grand-guignol cinematografico a metà strada tra dramma e horror. Ironia della sorte, Bette si trova a recitare a fianco dell'odiata Joan Crawford che aveva, a suo tempo, liquidato con una terribile battutaccia. "A parte il cane Lassie- aveva sentenziato- è stata a letto con tutti i maschi della Mgm".
  CONTINUA ...»

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