ILSOLE24ORE.COM > Notizie Cultura e Tempo libero ARCHIVIO

Hair, dal Vietnam all'Iraq, quarant'anni dopo

di Elisabetta Dente

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
25 aprile 2008
Galleria fotografica

Non hanno nulla da invidiare a Teo Teocoli o a Loredana Berté, a Renato Zero o a Mita Medici, a Jackie Basehart o a Penny Brown i ragazzi della Love Tribe di Hair, edizione del quarantennale. Giovani, come i protagonisti del primo storico allestimento italiano a firma Giuseppe Patroni Griffi, che turbò non poco le platee con la scena di nudo in penombra alla fine del primo tempo.
Per il pubblico disincantato di oggi, i corpi nudi che, nella messinscena di Giampiero Solari, si stagliano nel buio come silhouette, non suscitano più scandalo, ma la forza propulsiva della musica di Galt McDermot, suonata dal vivo e arrangiata da Elisa, è ancora capace di trascinare, di coinvolgere gli spettatori in un coro, di suscitare applausi a scena aperta.

Contestualizzando la vicenda e introducendo i dialoghi in italiano, la storia degli hippy del Central Park si permea delle tensioni e delle problematiche del Terzo Millennio, soprattutto della consapevolezza che, forse, il potere forte ha vinto.
Lo spettacolo si apre con un'intervista a James Rado, co-autore con Gerome Ragni, della prima rock opera. Davanti al Public Papp Theater, sede della prima rappresentazione, Rado ricorda quanto coraggiosa fosse stata nel 1967 la scena in cui i ragazzi bruciano la cartolina di chiamata alle armi, cosa che allora corrispondeva a una condanna a cinque anni di prigione.

Nell'Età dell'Acquario i giovani protestavano contro la guerra nel Vietnam nel nome di una pace che avrebbe guidato i pianeti e di un amore che avrebbe diretto le stelle. Oggi, buttando le armi a terra sul palcoscenico, gli amici di Claude (Gianluca Merolli) e di Sheila (Bianca Arndt), di Berger (Attilio Fontana) e di Jeanie (Francesca Isabella Ciampa) parlano dell'inquinamento di casa nostra e di un'altra guerra maledetta, quella in Iraq, mentre sullo sfondo, nel filmato d'epoca, i loro coetanei degli anni Sessanta cantano Give Peace a Chance.
Trasgressivo, irriverente, dissacrante, il cast internazionale di Hair sottolinea con grande partecipazione il messaggio originario del testo, un invito alla pace e all'amore universale, dando prova di grande vitalità nelle acrobatiche coreografie di David Parsons.

Hair di James Rado e Gerome Ragni, regia di Giampiero Solari, Teatro Lyric di Assisi, fino al 27 aprile; Teatro Superga di Nichelino (To), 29; Teatro di Varese, Varese, 30 aprile e 1º maggio.

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
7 maggio 2010
 
Aguilera ambasciatrice contro la fame
La consegna dei David di Donatello
Man Ray a Fotografia Europea
Elegante e brutale. Jean-Michel Basquiat alla Fondation Beyeler di Basilea
"World Press Photo 2010". Fotografie di autori vari
 
 

Trovo Cinema

Scegli la provincia
Scegli la città
Scegli il film
Tutti i film
Scegli il cinema
Tutti i cinema
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-