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Petruzzelli di Bari: il teatro torna a splendere

di Damiano Laterza

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4 APRILE 2008
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"Vanne al rogo ed il tuo scempio. Purghi l'ara e lavi il tempio, Maledetta estinta ancor!" canta il coro, alla fine della Norma di Bellini. Fu l'ultima messa in scena di un magico tempio lirico destinato, qualche giorno dopo, a prendere fuoco andare al rogo come il personaggio druido di una soap opera d'altri tempi.
La vicenda del Teatro Petruzzelli di Bari è tutta in quest'aneddoto. Sembra leggenda metropolitana, invece è storia. Un politeama rosso e bianco di fama internazionale, una sorta di Bol'šoj italiano. Il Teatro di una città molto orientale: Bari, la porta del levante.


Sono passati quasi vent'anni da quella notte infuocata del 27 ottobre 1991 e il Petruzzelli sta per tornare a vivere. Il 6 aprile, dalle 10 alle 18, nell'ambito della tradizionale giornata di primavera del FAI - il Fondo Ambiente per la natura il pubblico potrà, infatti, riappropriarsi di un "santuario" che conobbe Von Karajan e Pavarotti, Nureyev, Liz Taylor, De Filippo. Una visita nel cuore del frenetico cantiere, in prossimità dell'ultimarsi dei lavori. Una "prima" assoluta. In attesa dell'inaugurazione ufficiale, prevista per il 6 dicembre 2008 esattamente fra otto mesi giorno di San Nicola e periodo di prima della Scala. Il lungo restauro - cominciato nel 2002 non è ancora concluso, ma, ormai manca davvero poco. Dopo il melodramma legato alla vicenda giudiziaria, apertasi con l'incendio e risoltasi tra mille interrogativi senza risposta, i veleni sono continuati con la disputa interminabile tra il Comune e la proprietà del Teatro. Alla fine è prevalso il buon senso e per venir fuori dall'impasse è stata creata una Fondazione della quale fanno parte, a vario titolo, Stato, Regione e Comune. Perchè il Petruzzelli è un bene della collettività, prim'ancora che un luogo di culto dell'industria dell'entertainment di genere classico e ricercato.


In questo senso si è lavorato affinchè la rinascita del teatro, costruito tra il 1898 e il 1903, fosse integrale. Ovvero che tutto fosse rirpodotto fedelmente. O quasi. Niente da fare, infatti, per gli affreschi della cupola quelli eseguiti da Raffaele Armenise col racconto, in un bucolico liberty pugliese, dello sbarco veneziano per liberare la città dall´assedio dei Saraceni. Una perdita irreparabile. Per colmarla, ingegnosamente, si è pensato virtuale: le immagini originali degli affreschi verranno videoproiettate sulla volta, lasciata in semplice bianco intarsiato d'oro. Una sorta di memoriale dell'originale, crollata durante l'incendio che distrusse completamente la sala a "ferro di cavallo" e parte del palco.


Per il resto fregi, stucchi, lampade e arredi sono stati clonati verosimilmente, sulla base del repertorio iconografico a disposizione. Stesso discorso per il frontone del palcoscenico e l'arcone del boccascena. Difficile rifare, invece, il sipario originale, quello dipinto di allegorie e mitologia barese. Il palco, in compenso, sarà più grande e renderà possibile l'impiego di macchine sceniche anche molto complesse. La ricostruzione è servita, inoltre, per dare una struttura più solida al suggestivo impianto decorativo. Molti elementi, infatti, una volta erano in cartapesta e nel 1991 finirono per alimentare il rogo. Oggi puttini, cariatidi, greche e cornici sono di un gesso particolare, leggero e ignifugo: lo stesso usato a Buckingam Palace, dopo l'incendio del 2002. Le balaustre sono di cemento prima erano di legno e nuove poltrone permetteranno di avere 70 spettatori in più nella platea, portando il totale dei posti a 1.500. Anche la nuova cupola è differente da quella originale: adesso risulta sorretta da una "controcupola" rivestita in lana di roccia, ininfiammabile e fonoassorbente, per migliorare l'acustica della sala. Il Petruzzelli, dunque, ritorna al suo antico splendore dopo un restyling storico-tecnologico, inimmaginabile fino a pochi anni fa. L'esempio da seguire è stato il restauro della Fenice di Venezia e il risultato è una riuscita cattedrale moderna della messa in scena, in un involucro di segni della tradizione. La facciata, ad esempio, rimarrà dei tradizionali rosso porpora e bianco, i colori dello stemma cittadino. Lo ha decretato la gente, nel corso di vari sondaggi succedutisi negli ultimi mesi.

http://www.fondazionepetruzzelli.it/

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