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"Roberto Sambonet, il grafico, il designer, l'artista che studiava la natura"

di Alessandra Rolle

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10 APRILE 2008
Galleria fotografica


Parlando delle sua celebre "Pesciera", due gusci d'acciaio inox che prima di fermarsi al MoMa di New York hanno fatto il giro del mondo, Sambonet affermava: "nasce dallo studio della natura, non come imitazione ma come esempio per andare oltre".
Sorpassare il limite concreto di ciò che si osserva era il credo dell'artista vercellese, affiancando il moderno e l'antico, sfumando tra loro audaci accostamenti cromatici, rivelando infine che persino dietro a un "sistema da tavola" ideato per la Ginori si cela la stessa forza creativa dell'architettura: "Come progettare un quartiere" diceva.Oggi una grande mostra antologica allestita nella Sala del Senato di Palazzo Madama racconta, come in una narrazione aperta fatta di dialoghi e riflessioni, l'intero percorso creativo di una personalità sempre in bilico tra quella del designer, dell'architetto e del grafico, senza però oziare mai definitivamente in nessuna classificazione.
La prima sezione, dal nome "Altri mondi: gli incontri, i viaggi, le collezioni", mostra come la pittura, il disegno e la grafica altro non siano che differenti modi di cogliere una stessa realtà, ossia quella che l'artista carpisce dagli incontri con, nel e attraverso il mondo. E' dalla Svezia alla Cina, dalla Francia alla Thailandia, e soprattutto dall'amato Brasile dove si trasferisce nel 1948, che Sambonet raccoglie insieme bastoni da passeggiata, tecniche di tessitura e oggetti tipici, per poi tradurli in riflessioni, scritti e dipinti.


Nella sezione "L'avventura del fare: l'itinerario del progetto" quella natura, quel mare e quella luce si animano e, lasciando le regioni del ricordo e dell'ispirazione, diventano invece progetti reali. Accanto ai "ritratti" del mare, troviamo esposti prodotti dell'artigianato locale e conchiglie e, subito di fronte, gli oggetti che Sambonet ha progettato per la Rinascente, la Baccarat e l'azienda di famiglia che realizza posate e stoviglie in acciaio inossidabile.


A questo proposito non deve infatti sorprendere se il nome Sambonet in Piemonte, ma anche in Italia e perfino al Cairo, veniva inizialmente associato più che all'artista a una azienda che, prima in Europa, aveva creato un mercato internazionale di posateria in acciaio inossidabile.
"La ditta fondata a Torino ha la sua notorietà" spiega Enrica Pagella, direttore del Museo Civico d'Arte Antica "ma non bisogna dimenticare che in parte la deve al contributo degli oggetti progettati da Sambonet negli anni Sessanta".


"Inoltre dalla fabbrica di famiglia fuggì" aggiunge il curatore della mostra Enrico Morteo "rifiutò le facoltà di legge e ingegneria cercando una mediazione iscrivendosi ad architettura, ma abbandonò anche quella".
Scegliendo infine l'arte e l'Accademia di Brera, e cominciando così quel percorso
che non tarderà a condurlo in pieno fermento artistico, a contatto con personalità come Oscar Niemeyer, Lina Bo e Pietro Maria Bardi, e poi a quello per cui oggi lo ricordiamo: un grande designer, grafico e artista italiano.


Roberto Sambonet. Designer, Grafico, Artista
Palazzo Madama, Sala del Senato
8 Aprile-6 Luglio 2008
Catalogo: Officina Libraria Milano
www.palazzomadamatorino.it
www.fondazionetorinomusei.it
Info: 011 4433501

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