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Luciano Maciotta: quando la materia incontra la luce

di Giovanna Canzi

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11 giugno 2008
Galleria fotografica

Dipingere con la luce, facendo dialogare materiali diversi in un colloquio silenzioso con lo spazio. Così Luciano Maciotta, artista-ingegnere dalla mente razionale e dallo sguardo poetico, ha sempre inteso l'atto creativo. Dopo una brillante carriera maturata in importanti multinazionali, oggi Maciotta può finalmente dedicarsi all'arte, quel giardino segreto, coltivato in solitudine, nelle ore strappate al suo quotidiano. Discreto, misurato, alieno al chiasso esibito della nostra contemporaneità, l'artista – che vive fra la Versilia e la Brianza – è oggi protagonista di due esposizioni, che rendono omaggio al suo percorso. Se a Pietrasanta le sue opere si confrontano con le architetture quattrocentesche della Piazza del Duomo, a Milano, alla Galleria Cavenaghi Arte, i suoi lavori – tele tridimensionali, puntellate da segni di luce – disegnano la parabola di un iter autonomo e originale. Un cammino che prende le mosse dalle opere di Enrico Castellani, dialoga con la tradizione, e, infine, salpa per mari sconosciuti. Cultore della luce, intesa come forza creatrice che sa regalare una forma alla realtà, Maciotta ha fatto del led «light emitting diode» un' arma segreta. «Prima molto costosi e di un unico colore» – racconta l'artista – «poi più accessibili e declinati in diverse tonalità, i led dopo gli anni Ottanta sono diventati uno strumento attraverso i quali indagare la realtà». E, infatti, osservando il percorso compiuto capiamo a quali esiti è giunta la sua ricerca. Dalle opere come «Bianco» (2002) e «Vulcani in eruzione» (2005) che interpretano con una nuova sensibilità la tradizione Spazialista si giunge a lavori che sposano tessuto, acrilico e led, in un connubio in bilico fra tradizione e modernità. Qui i disegni esili, sottili, a volte calligrafici – come in «Ruote» (2007) o in «Onde» (2007) – rimandano a mondi lontani, a un Oriente elegante, discreto, esplorato dall'artista nei suoi molti viaggi. Colorati, geometrici, animati da squarci di luce, i lavori più recenti coniugano passato e presente, dando vita a un'idea che è approdata in un mare di assoluta libertà.

Luciano Maciotta
Campanile del Duomo di S. Martino
Pietrasanta (Lu), Piazza del Duomo
Fino al 30 giugno 2008

Galleria Cavenaghi Arte
Mostra a cura di Elisabetta Longari
Milano, Via San Gregorio 25
Fino al 5 luglio 2008
Info: 02.20240271

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