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Carlo Cardazzo: un Marco Polo per l'arte contemporanea

di Silva Menetto

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28 novembre 2008
Galleria fotografica

Raramente abbiamo la possibilità di entrare nella casa di un collezionista, di vedere capolavori appesi alle pareti domestiche, l'uno affianco all'altro, per un piacere tutto privato; passare da una stanza all'altra con la sensazione di essere di fronte a qualcosa di intimo, di personale, che niente ha a che fare con una mostra. La stessa sensazione si ha visitando l'esposizione che la Collezione Peggy Guggenheim dedica in questi giorni al veneziano Carlo Cardazzo (1908 – 1963).
Si entra in punta di piedi in casa di uno dei maggiori promotori d'arte del XX° secolo, si cammina tra pareti ricoperte di De Pisis, Campigli, Morandi e Cesetti, tra sculture di Martini e Marini, tra Fontana, Dubuffet, Capogrossi e Mathieu. Tutte le avanguardie sono passate davanti ai suoi occhi e sotto le sue mani, sono diventate materia da scoprire e da promuovere.
Carlo Cardazzo, che ebbe un talento naturale per capire con singolare anticipo quelli che saranno i capisaldi dell'arte contemporanea, viene celebrato proprio tra le mura di un'altra collezione domestica, quella di Peggy, per rendere omaggio così, in una occasione unica, ai due pilastri che nel secolo scorso hanno reso Venezia la piattaforma da cui le avanguardie artistiche hanno spiccato il volo per il mondo.
Dopo un meticoloso studio filologico condotto dal comitato scientifico tra i materiali dell'archivio Cardazzo, la mostra curata da Luca Massimo Barbero appare come uno scrigno prezioso dal quale esce soprattutto l'amore di un uomo per tutte le immagini d'arte. Nelle prime stanze il Cardazzo collezionista, con i quadri di artisti italiani acquistati per se stesso fino in giovanissima età, accompagnato in questa cavalcata tra le icone dal pittore Giuseppe Cesetti; poi il Cardazzo gallerista, proprietario della celeberrima Galleria del Cavallino a Venezia e della Galleria del Naviglio a Milano, con le foto di un universo di artisti e celebrità che per quelle gallerie passarono come tappa obbligatoria; quindi l'inizio dell'attività editoriale e delle pubblicazioni del Cavallino, con libri, cataloghi, ceramiche, stampe, cartoline e foulards, in parte esposti in una stanza-libreria, in parte nascosti nei cassetti di una enorme scrivania-bacheca, che dà al visitatore la soddisfazione di curiosarci dentro e fare delle scoperte singolari, come il foglio con una serie di piccole facce disegnate da Moravia durante una delle sue visite in casa Cardazzo.
Tutto il mondo delle avanguardie internazionali è presente in questa mostra che è anche il racconto della vita straordinaria di un uomo che ha lavorato come un novello Marco Polo dell'arte del XX° secolo, che ha viaggiato per il mondo per riportare nella sua isola immagini nuove, sempre attento a segnali che altri non hanno saputo nemmeno percepire.
Sono suoi i primi quadri che Peggy Guggenheim compera appena arrivata a Venezia nel '47: sceglie un Birolli, e poi un Campigli (Il gioco a palla, 1946) che fa tutt'ora parte della collezione permanente. Tra Peggy e Cardazzo l'intesa è immediata: sono due vulcani che gettano lapilli nella stessa direzione, per illuminare le avanguardie. Alla fine degli anni Cinquanta Peggy si affida alla Galleria del Cavallino per perfezionare la sua collezione di artisti internazionali scegliendo Brauner, Mirò e Matta. E' Cardazzo ad organizzare la prima mostra a Venezia di uno degli artisti più amati da Peggy, Jackson Pollock. E' sempre lui che nel 1959 invita George Mathieu a fare una mostra a Venezia e il pittore crea un happening, realizzando dal vivo la maestosa Battaglia di Lepanto, una tela enorme (5mx2m) che in questa occasione è tornata a Venezia.

Carlo Cardazzo. Una nuova visione dell'arte
Venezia, Collezione Peggy Guggenheim
1 novembre 2008 – 9 febbraio 2009
Orario: 10-18 tutti i giorni; chiuso il martedì e il 25 dicembre
Ingresso: intero euro 10, seniors euro 8, studenti euro 5
Catalogo: Electa
Informazioni: 041.2405.411
www.guggenheim-venice.it

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