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A Venezia i tesori dell'arte cristiana etiope

di Silva Menetto

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27 marzo 2009
Foto della facciata di Ca' Foscari - lato Canal Grande con il richiamo della mostra
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C’è un’Etiopia ricca e opulenta, diversa dall’immagine che solitamente gli occidentali hanno del Paese del Corno d’Africa. E’ l’Etiopia cristiana, una “Chiesa delle Origini” legata al culto di Maria e degli Apostoli, con la sua arte sacra, le icone, le croci finemente lavorate, i codici miniati e i rotoli magici. Tesori preziosi di questa enclave cristiana tra popoli islamici, che oggi per la prima volta vengono esposti in una mostra unica nel suo genere, negli spazi espositivi dell’Università di Ca’ Foscari, a Venezia.  Il forte legame tra l’Impero del Leone e la Serenissima risale in realtà al XV° secolo, documentato anche dalla presenza alla corte etiope del pittore veneziano Nicolò Brancaleone che influenzò in maniera profonda l’arte di quelle terre.

Nigra sum sed formosa, recita il titolo della mostra; Sono nera ma bella dice di sé la Regina di Saba nel “Cantico dei Cantici” del Re Salomone. Da qui prende avvio l’esposizione, proprio dall’incontro tra le figure bibliche di Salomone, re d’Israele, e la mitica Regina della terra di Saba.

Altri sono poi i personaggi attorno a cui ruota il percorso espositivo, dal Re Lâlibalâ, che fece costruire le chiese monolitiche ricavate dalla roccia sulle montagne del Lasta, a Nicolò Brancaleone, a Frà Mauro da Murano, realizzatore del celeberrimo Mappamondo, capolavoro cartografico che la Biblioteca Nazionale Marciana ha prestato per l’occasione. Molti altri prestiti vengono invece dai Musei Vaticani, dalla Galleria degli Uffizi e dal Museo del Bargello e altrettanti sono di collezioni private, assolutamente inediti.

Quello che ne risulta è uno straordinario incontro tra eccezionali reperti antichi e la più innovativa tecnologia, perché il punto forte della mostra sull’Etiopia cristiana è la multimedialità: oltre alle opere d’arte infatti ci sono video, musiche e fotografie, riprodotti nelle sale di Ca’ Foscari, che catturano l’attenzione del visitatore e lo immergono nelle suggestioni e nelle atmosfere delle cerimonie religiose del Corno d’Africa, dove è ancora forte la commistione tra cristianesimo e antichi riti apotropaici e animistici.

Ad accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo è una guida virtuale d’eccezione: il professor Stanislaw Chojnacki, patriarca degli studi moderni sull'arte etiopica, i cui “interventi” sono proiettati in loop nelle varie sale della mostra e si ritrovano anche all’interno degli i-Pod touch screen realizzati in via sperimentale da Ca’ Foscari. Queste guide multimediali mobili contengono al loro interno le schede di approfondimento di ciascuna opera esposta oltre a filmati, musiche originali e ad una serie di pagine web dedicate alla mostra.

Lo strettissimo legame che si viene così a creare tra la parte multimediale di Nigra sum sed formosa e i meravigliosi reperti originali, consente al pubblico di entrare nello spirito e nella natura di questa civiltà cristiana millenaria in terra d’Africa altrimenti sconosciuta.

Nigra sum sed formosa. Sacro e bellezza dell’Etiopia cristiana
Venezia - Ca’ Foscari Esposizioni - dal 13 marzo al 10 maggio 2009
Orario: 10-18, chiuso il martedì
Ingresso: intero 7 €; ridotto 5 €
Catalogo: TerraFerma
Per informazioni e prenotazioni: 041.2346947
http://www.nigrasum.org/

27 marzo 2009
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