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Mantova Palazzo Te: gli arazzi dei Gonzaga
nel Rinascimento

di Alessandra Ferretti

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03 marzo 2010
Mostra / Gli arazzi di Gonzaga

Gli arazzi come simbolo del potere e della ricchezza. Come spunti autocelebrativi per cardinali, duchi, uomini d'armi. Come "semplici" sfondi paesaggistici capaci di ricreare l'atmosfera di un giardino d'inverno. Fu soprattutto a partire dal Trecento che i tessuti preziosi divennero oggetto d'interesse di alcune famiglie nobili italiane, a cominciare dagli Estensi a Ferrara e dai Farnese a Parma. Un interesse, quello verso l'arte dei tessuti preziosi, che a inizio Cinquecento contagiò in larga misura anche i Gonzaga di Mantova, in particolare i tre figli di Francesco II Gonzaga (1466-1519), quarto marchese di Mantova, e di Isabella d'Este (1474-1539): Federico II, primo duca e committente di Palazzo Te, Ercole, cardinale e legato pontificio al Concilio di Trento, e Ferrante, comandante in capo delle truppe imperiali, poi governatore di Milano e fondatore del ramo di Guastalla.

Dal 14 marzo, la mostra ospitata a Palazzo Te a Mantova, "Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano", offre una selezione di 34 arazzi realizzati in epoca rinascimentale, insieme ad alcune testimonianze documentarie. Una collezione, quella dei Gonzaga, realizzata per lo più nelle Fiandre o in Italia ad opera di arazzieri di origine fiamminga, dalle dimensioni imponenti. Solo per dare un'idea: l'inventario postumo di Federico, dopo il 1541, riporta 315 pezzi, quello degli eredi di Ferrante, redatto nel 1590, si compone di 172 arazzi e l'inventario dei duchi di Mantova (1614) segnala 386 pezzi. Molti di questi nei secoli seguenti vennero distrutti, consunti dall'uso o acquistati da nobili italiani. Ciò che è giunto a noi oggi è solo una minima parte dei tesori dei tre figli di Isabella: un arazzo appartenuto al duca Federico, ventuno ad Ercole e trenta a Ferrante, per totale di 52 opere. Lo studio sistematico della collezione di arazzi gonzagheschi, conservati nei musei di tutto il mondo, si deve a Guy Delmarcel, storico dell'arte tra i massimi esperti europei del settore, che iniziò il lavoro nel 1977.

La mostra di Palazzo Te ne espone una parte, di cui vale la pena segnalare alcuni capolavori. A cominciare dall'Annunciazione, conservata a Chicago (1470-71 circa), il più antico arazzo di gusto rinascimentale sopravvissuto, che rievoca la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna a Palazzo Ducale, tessuto per Ludovico II e utilizzato come ornamento del pulpito della Cattedrale di Mantova. Quindi, un arazzo del ciclo Millefiori, proveniente dal Palazzo Vescovile di Mantova, e alcuni esemplari di Giochi di Putti. Spiccano poi tre arazzi della serie Fructus Belli, provenienti da Bruxelles e Ecouen, otto arazzi con la Vita di Mosé, dal Centre des Monuments Nationaux di Châteaudun in Francia e dal Museo del Duomo di Milano, nonchè il magnifico arazzo della Storia di Giasone, con le armi di Alfonso I Gonzaga di Novellara, datato 1554 e tessuto a Firenze nella Arazzeria Medicea.

Ancora, sono esposti quattro arazzi del ciclo Cefalo e Procri, provenienti dai Musei Vaticani e da Ecouen, l'Incontro di Enea e Didone, dalle Civiche Raccolte del Castello Sforzesco, e Venere appare ad Enea, dal Patrimonio Nacional (Madrid). Inoltre, quattro esemplari dalla Vita di Alessandro Magno (1600 circa) da Monselice (Padova). L'unico esemplare che non fa parte della collezione Gonzaga è La pesca miracolosa di Raffaello e bottega, il cui cartone originale venne eseguito dal maestro tra il 1514 e il 1516, mentre l'arazzo, con gli altri nove della serie, fu tessuto nella Bottega di Pieter van Aelst di Bruxelles tra il 1516 e il 1519/21. L'opera, destinata alla decorazione della Cappella Sistina, è oggi conservata nei Musei Pontifici.

A Mantova sono in mostra permanente diciotto arazzi commissionati dai Gonzaga: i nove arazzi degli Atti degli Apostoli, i tre Millefiori di Isabella d'Este e sei episodi della Vita di Cristo, donati dal vescovo Francesco Gonzaga nel 1598, oggi nel Museo Diocesano.

Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento.
Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano

Mantova: Palazzo Te,
Museo Diocesano Francesco Gonzaga,
Museo di Palazzo Ducale
14 marzo - 27 giugno 2010
www.centropalazzote.it


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03 marzo 2010
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