Una donna se ne sta seduta, spalle all'obiettivo, con indosso solamente un cappello. Le gambe sono avvolte (o almeno così sembra) in un telo che lascia scoperta la parte superiore delle natiche. Le sue forme, in questa posizione, ricordano la sagoma di una viola e, per sottolineare l'accostamento con lo strumento musicale, sul corpo nudo compaiono due chiavi di violino. E' l'immagine più famosa di Man Ray, una delle foto più celebri della storia.
Il titolo, "Le Violon d'Ingres", era un modo di dire che, agli inizi del novecento a Parigi, significava passatempo. Così l'artista, mentre ritrae la sua assistente e amante, la cantante di Montparnasse Kiki, vuole dirci che la fotografia per lui , in fondo, è soltanto un gioco, un hobby. Eppure Ray che fu pittore, fondatore del ramo americano del movimento dadaista, autore di film d'avanguardia e fabbricante di oggetti, viene ricordato soprattutto come fotografo surrealista. L'ispirazione a metà tra Dada e il gruppo di Breton, d'altra parte, non poteva che portarlo a prendere molto sul serio il gioco o a giocare mentre lavorava a qualcosa di "serio"…
I suoi lavori, permeati da uno sguardo ipnotico, capace di reinventare una realtà onirica, assurda e di trasfigurare ogni cosa, aprono le porte su di un mondo visionario e misterioso. «Naturalmente- diceva l'autore- ci saranno sempre coloro che guarderanno solo alla tecnica e chiederanno "come?" mentre altri, di una natura più curiosa, domanderanno "perchè?"».
Proprio con un omaggio a Man Ray, evento principale della quinta edizione, si apre quest'anno Fotografia Europea che, non a caso, ha per tema l'incanto. Inteso come la dimensione attraverso la quale la fotografia ci mostra il mondo.

Un filtro che ha qualcosa di magico, un obiettivo che osserva la realtà passando per lo sguardo e per la mente di chi realizza lo scatto e, naturalmente, anche di chi lo guarda. Meraviglia, dunque, fascino, seduzione ma anche mistero, inquietudine, sconcerto. Chi meglio di Ray, allora, ci ha indicato che la fotografia è anche tutto questo?

Ma la kermesse, che per oltre un mese trasforma Reggio Emilia in una delle capitali dello scatto, non è solo l'esposizione dedicata all'artista americano. Centoventi appuntamenti tra mostre, conferenze, workshop, installazioni, rassegne cinematografiche e spettacoli di vario tipo, accendono la città emiliana. La fotografia che interagisce, dunque, con le altre forme d'arte e con tutta la città. Qualche esempio: la sinergia con la danza nella performance lungo la linea ferroviaria urbana della compagnia Alterballetto. Oppure la musica nello spettacolo "Unknown Pleasures - Tribute to Ian Curtis and Joy Division" che ha per protagonista Peter Hook, bassista, appunto, dei Joy Division e fondatore dei New Order.

Come ideale prosecuzione delle collaborazioni internazionali inaugurate nella scorsa edizione, viene invece presentato il progetto "Europa Africa Sans Frontières", promosso in collaborazione con Rencontres de Bamako - Biennale africaine de la photograhie, manifestazione internazionale che testimonia la ricchezza e la vitalità della fotografia africana. Fotografia Europea, inoltre, ospita il più importante fotografo africano vivente, Malick Sidibé, con la mostra La vie en rose.

Oltre alle presentazioni di libri fotografici e ai molti seminari, tra omaggi, mostre personali, produzioni e progetti, per il pubblico non c'è che l'imbarazzo della scelta. Da Man Ray, protagonista di questa edizione a Mark Borthwick, da Ange Leccia ad Alessandra Spranzi, fino a Richard Wentworth e Michael Kenna, sono davvero tante le mostre che animano la kermesse.
Due le produzioni originali sul tema chiave quest'anno: quella di Francesco Jodice e quella di Alain Willaume mentre l'offerta espositiva dei progetti speciali a cui partecipano giovani talenti italiani e stranieri è vastissima. Spiccano, poi, gli scatti del fotografo inglese Kevin Cummins, che dagli anni Settanta ad oggi ha realizzato ritratti di alcuni dei musicisti più celebri della scena britannica, tra i quali Joy Division, Clash, Sex Pistols, R.E.M., U2, Patti Smith, Marc Bolan, David Bowie, Mick Jagger e Oasis.

Un grande numero di progetti collettivi e i 200 eventi del Circuito off (ovvero la sezione libera e indipendente della rassegna) completano il programma della manifestazione che, al di là delle tre giornate inaugurali del primo week-end, proseguirà tenendo aperte le mostre fino al 13 giugno.

Fotografia Europea 2010. - Incanto -
Reggio Emilia, dal 7 maggio al 13 giugno.

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